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MEDICINA: Asma
Colpisce 3 milioni di italiani
L'aria che manca
Le parole che hanno attinenza con la respirazione sono tutte legate al concetto di vivere. Anche in latino era ammesso il significato delle parole respiro e anima (ciò che alita, soffia, spira), da cui deriva infine la parola animale che significa l'essere dotato di respiro. E' in questo modo che si differenzia il mondo animato da quello inanimato, cioè viene definito vivo qualunque essere od organismo dotato di funzione respiratoria. Quanto detto è una premessa necessaria per comprendere il dramma vissuto dalle persone sofferenti di asma, perché questa malattia durante gli attacchi toglie l'aria a tal punto che l'ammalato spesso ha paura di morire.
Il respirare dunque coincide con la vita mentre l'asma è una malattia che limita di molto la qualità del vivere perché a volte diviene una vera e propria condanna a essere sospesi a un filo d'aria. Però prima di affrontare l'asma, malattia che colpisce circa tre milioni di italiani, occorre CAPIRE che cosa vuol dire respirare affinché si comprenda quanto questa funzione vitale sia indispensabile e, nel contempo, imparare a rispettare l'aria che circonda ogni elemento della natura.
Il "centro respiratorio" è influenzato soprattutto da due fattori: la quantità di anidride carbonica e di ossigeno presenti nel sangue: se la prima aumenta, per esempio durante l'esercizio muscolare, il "centro respiratorio" rende più frequente la respirazione per eliminarla più velocemente; se il secondo è carente, per esempio in ambienti dove è minore la sua percentuale nell'aria, il "centro" aumenta sia la profondità sia il ritmo del respiro.
Vi sono poi altri fattori che influenzano il centro respiratorio e sono: fattori fisiologici, quali il sonno (il respiro rallentato), la digestione e il clima caldo (respiro più superficiale), il freddo (respiro più lento e profondo), oppure fattori psicologici, come la paura (respiro rapido e affannoso), l'ansia (respiro superficiale e rapido).
La più recente definizione di asma è: affezione caratterizzata da attacchi acuti di respiro corto indotti da agenti diversi o da attività fisica, accompagnata da segni clinici di ostruzione bronchiale totalmente o parzialmente reversibile tra un attacco e l'altro.
In altre parole si tratta di una difficoltà respiratoria che insorge improvvisamente, via via diventando più grave, e direttamente causata dalla restrizione dei bronchi (spasmo bronchiale). La sua caratteristica non è tanto quella di impedire l'entrata dell'aria nei polmoni, quanto quella di rendere molto difficoltosa la sua fuoriuscita.
Ecco le cause
L'asma è considerata una malattia disfunzionale, cioè non si riscontrano lesioni o modificazioni della struttura dei bronchi, ma un cattivo funzionamento delle normali attività fisiologiche. I bronchi (canali dove passa l'aria e appartenenti alle vie aeree profonde) sono formati da una struttura cartilaginea principale, una mucosa atta appunto a produrre muco (utile per la difesa da agenti esterni nocivi al corpo) e una muscolatura circolare finalizzata a broncostringere o a broncodilatare in funzione di un minore o maggiore passaggio dell'aria (per esempio, nell'attività fisica, nel sonno, quando c'è esigenza di molto o poco ossigeno).
Ebbene, nell'asmatico si riscontra un'abnorme reattività (cioè iperattività) bronchiale di base a stimoli esterni al corpo di varia natura (pollini, peli d'animali, fumo) tanto che in presenza di questi aumenta molto la produzione di muco e si attiva la muscolatura nel senso della broncocostrizione.
A tutt'oggi non è ancora chiaro perché in alcuni individui vi sarebbe questa iperattività bronchiale né perché in molti asmatici gli attacchi insorgono anche senza la presenza degli stimoli esterni al corpo sopracitati. Per quanto riguarda quest'ultima casistica l'asma si può dividere in due categorie:
- Asma estrinseca
- Si tratta di una malattia che insorge come una vera e propria reazione allergica da pollini (graminacee, parietaria, olivo, pioppo), polveri domestiche, forfora di animali, farmaci (acido acetilsalicilico), alimenti. Questo tipo di asma è presente nel 35 per cento delle persone sofferenti di allergie primaverili ed estive, e dunque si può quasi sempre individuare l'allergene (sostanza che crea l'allergia). Questo tipo di asma colpisce in genere individui bambini e adolescenti ed è frequentemente evidenziabile una familiarità (da non confondere con ereditarietà) dell'affezione e questo significa che uno o tutti e due i genitori soffrono di allergia stagionale.
- Asma intrinseca
- La malattia in questo caso colpisce persone adulte in cui non è dimostrabile alcuna reazione allergica né una familiarità e di solito compare improvvisamente dopo uno sforzo fisico oppure un intenso stress emotivo. In alcuni casi può essere una complicazione di una malattia infettiva polmonare o della bronchite cronica (malattia che colpisce soprattutto i fumatori e le persone che vivono nelle città ad alto tasso di inquinamento ambientale). Ma in molti altri casi non c'è nessuna causa organica scatenante ben identificabile tanto che la medicina ufficiale ipotizza vi siano cause psicosomatiche alla base della malattia.
In qualsiasi momento del giorno o della notte (di solito tra la una e le tre) la persona sofferente di asma può venire colta improvvisamente da un senso di costrizione al torace che diventa sempre più grave. Nelle prime fasi dell'attacco si manifestano colpi di tosse, secchi e stizzosi, accompagnati da respiro affannoso con una progressiva fatica a espirare. Tutto ciò porta a una vera e propria fame d'aria perché come non si riesce a "svuotare" i polmoni, così diviene difficoltoso portare dentro l'aria.
Quando la crisi è conclamata la tosse diviene "produttiva" cioè di tipo mucoso e l'individuo non può giacere disteso. Molte volte l'asmatico, se è notte, si solleva sul letto e si pone cavalcioni su una sedia o si appoggia al davanzale di una finestra piegandosi in avanti con le spalle sollevate, come a facilitare la respirazione.
Per tutta la durata dell'attacco la persona è angosciata, pallida, madida di sudore freddo e manifesta un'estrema difficoltà ad esprimersi con le parole dimostrando uno stato molto ansioso.
Nell'asma estrinseca insieme a quelli sopraddetti sono frequenti i sintomi tipici del raffreddore allergico come starnuti, bruciore agli occhi ed alla mucosa nasale, e gli attacchi (di solito stagionali) possono essere violenti e ravvicinati.
Nell'asma intrinseca, invece (asma non allergica), gli attacchi caratterizzati soprattutto dalla tosse e dalla difficoltà espiratoria, sono seri ma di solito brevi e possono essere scatenati dallo sforzo muscolare (accessi di tosse, starnuti, risate, pianto con singulti, fumo, inquinamento ambientale, nebbia, tensioni emotive) e nelle donne sovente c'è un rapporto tra l'intensità dell'asma con le fasi del ciclo mestruale, alcuni periodi della gravidanza, il puerperio, l'inizio della menopausa.
Generalmente la storia clinica (anamnesi) di un individuo asmatico indirizza il medico alla diagnosi del tipo di asma presente. Tuttavia, poiché a volte vi sono forme miste dei due tipi di asma, occorre spesso effettuare dei test cutanei (oppure di reattività bronchiale). Si inoculano cioè nella parte superficiale di un avambraccio minime quantità di sostanze allergizzanti per osservare a distanza di ore se vi siano reazioni allergiche locali (il test sarà spiegato in dettaglio più avanti). Qualora queste ultime fossero presenti (positività al test) la diagnosi di asma allergica prevale su quello di asma intrinseca e viceversa.
Antonio Turetta medico, fisiatra, esperto in medicina naturale
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Respirare
Per la medicina respirare vuol dire far giungere l'ossigeno presente nell'aria a tutte le cellule del corpo dove la sostanza diviene il combustibile necessario per le trasformazioni chimiche vitali (respirazione cellulare).
Ne consegue la produzione di anidride carbonica, considerata "gas di scarico", che viene quindi allontanata dalle cellule per essere immessa in seguito, come vedremo, nell'aria esterna all'organismo. Perché tutto ciò avvenga sono necessarie due funzioni in stretta dipendenza fra loro: la circolazione del sangue, attivata dal ritmico contrarsi e dilatarsi del cuore, e la "respirazione polmonare". Quest'ultima è caratterizzata da due strutture: le vie aeree superiori (naso - faringe - laringe - trachea) e le vie aeree inferiori (nel senso di profonde) cioè i bronchi e i polmoni.
Come l'ossigeno giunge alle cellule L'aria entra nel naso (filtro per i corpi estranei, impurità e con l'importante funzione di riscaldarla e umidificarla) quindi transita nella faringe (cavità posta dietro il naso e la gola, dove le ghiandole adenoidi e tonsille funzionano da barriere di difesa immunitaria) poi passa per la laringe (situata internamente al cosiddetto pomo d'Adamo e in cui vi sono le corde vocali) per scendere infine nella trachea e nei bronchi fino al vero e proprio tessuto polmonare. In questo luogo, formato da circa trecento milioni di piccoli "palloncini" chiamati alveoli, avvengono i cosiddetti scambi gassosi, cioè l'ossigeno (presente nell'aria in una percentuale del 21 per cento) passa nel sangue del circolo polmonare scambiandosi con l'anidride carbonica, il gas di scarico che, percorrendo a ritroso lo stesso tragitto dell'aria, verrà infine espulsa all'esterno.
Nel sangue l'ossigeno si lega ai globuli rossi, liberati dall'anidride carbonica che trasportavano, e ceduto alle cellule di tutto il corpo grazie appunto alla circolazione sanguigna generale, azionata dalla forza di contrazione del cuore.
Ecco come lavorano i polmoni L'entrata e l'uscita di aria, ossigenata o carica di anidride carbonica, sono garantite però dalle due azioni principali dell'apparato polmonare, cioè rispettivamente l'inspirazione e l'espirazione. Queste sono possibili grazie alla conformazione della struttura muscolo - scheletrica contenente i polmoni (denominata cassa toracica) che, comportandosi come un mantice, quando si espande favorisce il risucchio di aria mentre quando si riduce la espelle all'esterno.
L'inspirazione La forza di espansione (inspirazione) del mantice è costituita dal lavoro attivo dei muscoli posti fra le coste (intercostali) e dal diaframma (muscolo a forma di cupola situato sotto i polmoni). Mentre i primi dilatano il torace, il secondo, abbassandosi e appiattendosi, favorisce ancora di più l'entrata dell'aria dal naso e la sua distribuzione a tutto il tessuto polmonare.
L'espirazione L'espirazione invece avviene di solito passivamente perché i polmoni tendono a svuotarsi spontaneamente grazie alla loro notevole elasticità.
Per comprendere meglio che cosa accade nella malattia asmatica vediamo come avviene il controllo della respirazione. L'essere umano respira 25.920 volte al giorno e di solito senza saperlo (controllo involontario). Se però una persona "ci pensa", può controllare la frequenza e la profondità del proprio respiro (controllo volontario). Inoltre può trattenerlo per breve tempo fino a che un meccanismo più forte della volontà riprende il comando obbligandolo a respirare.
Dunque il controllo del respiro è contemporaneamente volontario ed involontario. Quest'ultimo avviene tramite il sistema nervoso, cioè i muscoli respiratori si attivano perché ricevono impulsi nervosi ad intervalli regolari da un centro respiratorio situato nel cervello.
L'incidenza dell'asma Pur con sensibili variazioni in relazione all'età, alle categorie professionali, alle diverse aree geografiche, raggiunge percentuali che in Italia vanno, a secondo di diverse stime, dal 2,5 al 7 per cento della popolazione (circa tre milioni di persone). In particolare: la percentuale è più elevata nelle medie - grandi città ed è ridotta nelle aree agricole; si manifesta a qualsiasi età ma è più frequente nei bambini sotto i dieci anni con una preferenza del sesso maschile (dopo la pubertà più colpite sono le donne); tra i 30 e i 40 anni si può manifestare indifferentemente in entrambi i sessi e al di sopra dei 45 anni è molto raro riscontrarla come malattia a sé stante (in questo caso la malattia tende invece a sovrapporsi ad altre patologie polmonari, come, per esempio, la bronchite cronica di frequente causata dal fumo di sigarette).
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