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ATTUALITA'

Scriviamo alle nostre banche

Una lettera per la trasparenza


La proposta è firmata da Nigrizia, Missione Oggi e Mosaico di pace, ed è rivolta sì in modo particolare a parroci e responsabili di istituti religiosi ma, in realtà, è aperta a tutti noi.
La nostra è una delle banche italiane che hanno sostenuto l'export bellico? Chiediamo esplicitamente alle banche presso cui abbiamo i nostri depositi se sono o meno coinvolte nel commercio delle armi.
Spiega Nigrizia: nell'indire il Giubileo il Papa ha detto che devono essere eliminate le sopraffazioni che portano al predominio degli uni sugli altri: esse sono peccato e ingiustizia. Chi è intento ad accumulare tesori solamente sulla terra (cfr. Pt 6,19) "non arricchisce dinnanzi a Dio" (Lc 12,21). E ancora: specialmente i paesi ricchi e il settore privato assumano la loro responsabilità per un modello di economia al servizio di ogni persona.
Affermano Nigrizia: mentre sono in atto anche nella Chiesa Italiana e non solo (basti ricordare l'impegno di Sdebitarsi), importanti iniziative tese alla riduzione del debito dei paesi poveri, siamo convinti che questo non basta. Non è difficile ipotizzare che i fondi che si raccolgono per opere di carità, per condonare il debito e per altro, vengano poi depositati in banche che investono quegli stessi soldi nel traffico d'armi. La tentazione di "mammona" è forte per tutti.
Ed eccolo, il messaggio coraggioso, forte, rivolto ai religiosi: spesso le banche si rivolgono alle parrocchie offrendo condizioni particolarmente favorevoli. Crediamo sia moralmente doveroso chiederci come e dove investono questi istituti bancari.
Per tutti: se è vero che il sistema economico, le "strutture di peccato" si basano sul consenso dei singoli, è importante riscoprire quindi le responsabilità che ognuno ha nell'appoggiare più o meno esplicitamente tale sistema. Non possiamo accettare il criterio che avendo dei soldi li dobbiamo far fruttare al meglio senza interrogarci sul modo.
Nuovamente rivolto agli ecclesiastici: sarebbe un forte gesto di richiamo alle coscienze, se le varie realtà ecclesiali si muovessero in questa direzione, interrogandosi al loro interno (consigli pastorali, consigli per gli affari economici) e indirizzando alle banche una lettera pubblica. Sarebbe un gesto profetico per testimoniare che ci sta a cuore prima di tutto il Vangelo.
Tirando le somme, per tutti, l'invito è a scrivere alla direzione generale della propria banca, chiedendo la trasparenza. Cioè che confermi o smentisca per iscritto il coinvolgimento dell'istituto (attraverso finanziamenti o il semplice appoggio) in operazioni di esportazione di armi. E sollecitando la banca a un nuovo orientamento più attento alla redistribuzione del credito a favore dell'economia sociale e delle fasce più povere della popolazione. Quando arriverà la risposta, fatela sapere in giro. Mandatela anche a noi, di Alternativamente, corpo & spirito: lo diremo in giro, daremo voce ai fatti.
In caso di risposta vaga o di non risposta? Interrompere i rapporti con la banca, rendendo - anche in questo caso - pubblica la scelta. Le riviste Nigrizia, Missione Oggi e Mosaico di Pace (mensile di Pax Christi) si impegnano a seguire gli sviluppi di questa iniziativa e il dibattito che ne deriverà. Lo faremo anche noi.





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