A tu per tu con Sorella Morte
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ATTUALITÀ
Novembre non è il mese dei mortiL'insegnamento di chi ci lascia
Novembre è il mese dei morti. Sembra che anche il clima, che si fa freddo e brumoso, si adegui...
I morti, in Italia, si aggirano ogni anno intorno alle 600 mila unità. Il che significa altrettante famiglie che vivono il dolore e la fatica della separazione.
Legata alla morte, un'enorme macchina di produzione: fatta di oltre 2 mila imprese di pompe funebri, con un costo medio (per un funerale non gestito dal Comune) che va dai 2 ai 5 milioni. Anche se c'è chi fa scelte alternative: come la cremazione. In Italia, il 3,5% dei deceduti viene cremato; Torino è la città dove la percentuale è più alta e arriva addirittura al 26%. E proprio nel capoluogo subalpino è nata la Fondazione Ariodante Fabretti, che si propone di rimuovere il tabù che circonda nella nostra società il discorso sulla morte ed elaborare una cultura specifica nel campo della cura dei morenti, dei funerali e dell'assistenza alle persone in lutto.
La morte non fa parte, non più, della nostra cultura. Ci coglie impreparati, sempre. Stupiti e addolorati. Qualche giorno fa, il giorno del suo compleanno, Bruna - del gruppo di reikisti - ci ha lasciato. Non aveva neanche 60 anni; nessuno se lo sarebbe aspettato: stava bene. Ha raccontato, sua nipote, passata a trovarla "per caso", che stranamente le aveva parlato della sua morte: di come voleva essere "messa", dei fiori che avrebbe preferito. C'è una parte di noi, quella più vera, che sa dove stiamo andando; e, se lo ritiene, lo comunica.
Bruna, come tutte le persone che se ne vanno, ci ha sbattuto in faccia la verità: che la vita, qui, è solo temporanea. Che forse vale la pena di dedicare più tempo alle cose veramente importanti, che sono quelle legate all'amore, agli affetti, alle relazioni sincere. E che bisogna essere sempre pronti, con la lanterna accesa e l'olio pronto. Perchè Sorella Morte può passare per noi, e non potremmo più dire o fare quello che abbiamo lasciato di non detto e non fatto; ma può raccogliere chi amiamo o conosciamo, e comunque non potremmo più nè dire nè fare con loro.
Bruna, e tutti quelli che se ne vanno, ci lasciano con un insegnamento, per noi: fare del nostro meglio, sempre. Non lasciare mai un dolore irrisolto, una lite non riappacificata, una dichiarazione di amore o affetto non detta. Domani potrebbe essere troppo tardi; e se anche non lo fosse, non farlo oggi sarebbe un'occasione sprecata.
Se la fatica e il dolore per il distacco umano sono comprensibili, e non vanno repressi ma vissuti fino in fondo, con il loro carico di lacrime e vuoto, comunque chi se ne va deve andarsene veramente. E noi dobbiamo aiutarlo, senza "chiamarlo", senza chiedere di "non lasciarci": perchè deve riuscire ad andare serenamente nella sua nuova dimensione.
La morte non esiste. O meglio, come scrive Lisa Martignon, vive solo nel cuore degli uomini che non vogliono accettare la Vita e le sue leggi. Tutto il resto è solo un aspetto della Vita. Novembre non è il mese dei morti, ma quello dei fratelli disincarnati. Vivi, in un'altra dimensione. Quella della vita vera.
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