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IMPEGNO SOCIALE

Acqua per tutti,
non per pochi


D'estate, come forse non mai, ci rendiamo conto dell'importanza dell'acqua. E dell'emergenza collegata a questa risorsa. Questa è forse anche la stagione giusta per pensare in grande, per allargare lo sguardo: 1 miliardo e 400 milioni di persone del pianeta su 5 miliardi e 800 milioni di abitanti non hanno accesso all'acqua potabile. Questo è intollerabile. Il rischio è che nell'anno 2020, quando la popolazione mondiale sarà di circa 8 miliardi di esseri umani, il numero delle persone senza accesso all'acqua potabile aumenti a più di 3 miliardi. E' inaccettabile. Possiamo e dobbiamo impedire che l'inaccettabile diventi possibile. Come? Seguendo i principi e gli obiettivi definiti dal Comitato Italiano Contratto Mondiale per l'Acqua (c/o C.I.P.S.I. - Via Rembrandt, 9 - 20147 Milano fax ++39.02.40.79.213 - email) e riassunti nel Manifesto per l'acqua.

Fondamentale è la creazione di una rete di parlamenti per l'acqua: perchè è nei parlamenti, principali organi della rappresentanza politica nelle società occidentalizzate, e in simili istituzioni in altre civiltà, che cade la responsabilità di modificare la legislazione attraverso l'applicazione dei principi di sostenibilità. Definire una nuova cornice legislativa a livello locale e nazionale ma anche a livello internazionale e mondiale è uno dei principali compiti dei parlamenti per riempire il vuoto che esiste in questo campo a livello mondiale. La priorità è quella di definire un trattato mondiale sull'acqua che legalizzi l'acqua come bene patrimoniale vitale, comune a tutta l'umanità. Questo, per esempio, escluderebbe l'acqua da tutti gli accordi commerciali internazionali (come quelli esistenti nell'ambito dell'Organizzazione Mondiale del Commercio - WTO), come già accade nel campo culturale.
Tutto questo comunque non basta. Un altro aspetto fondamentale è quello che riguarda la diffusione - tra la gente - di una nuova conoscenza e consapevolezza. Ad esempio grazie allo sviluppo (o modernizzazione) dei sistemi di distribuzione e sanitarizzazione dell'acqua per le 600 città della Russia, Africa, Asia, America Latina e paesi europei che avranno più di un milione di abitanti nell'anno 2020 e i cui acquedotti (sistemi) sono già oggi obsoleti, inadeguati o inesistenti; oppure con la lotta contro le nuove fonti di inquinamento dell'acqua nelle città del Nord America, Europa occidentale e Giappone, dove la contaminazione del terreno, sia in superficie che in profondità, sta diventando sempre più preoccupante, seria e in alcuni casi irreversibile.
Per finire, Il Comitato Italiano sottolinea l'importanza di costituire un Osservatorio Mondiale per i diritti dell'acqua, con l'obiettivo di raccogliere, produrre, distribuire e diffondere le informazioni il più possibile rigorose ed affidabili in merito all'accesso all'acqua dal punto di vista dei diritti individuali e collettivi, alla produzione dell'acqua, all'uso, alla sua conservazione/protezione e allo sviluppo democratico sostenibile. L'osservatorio dovrebbe diventare uno dei punti di riferimento mondiali per le informazioni sui diritti dell'acqua, a supporto delle più efficienti forme di partnership e solidarietà per l'acqua.




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