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ATTUALITA'
Tibet non è libertàAmnesty denuncia la 'leggerezza' di alcuni parlamentari italiani
Due pesi, due misure? Sentite un po': la condanna a morte, in Virginia, di Derek Rocco Barnabei, avvenuta pochi giorni fa - esattamente il 14 settembre - ha scosso l'animo e la coscienza di molti leader politici nostrani, che hanno esplicitamente e ripetutamente protestato. Ma in quegli stessi giorni sono state rese note anche altre dichiarazioni, risalenti - è vero - a fine agosto inizio di settembre. Altro argomento, sia chiaro: il Tibet. Altra situazione: delegazione di parlamentari italiani che ha fatto un viaggio ad Est...
La delegazione era composta da Romualdo
Coviello (Partito Popolare Italiano) Antonio Soda (Democratici di
Sinistra), Michele Saponara (Forza Italia), Marco Zacchera (Alleanza
Nazionale), Luigi Marino (Partito dei Comunisti Italiani) e Renzo
Gubert (Centro-Upd). Secondo Amnesty International, l'onorevole Coviello avrebbe dichiarato che in
Tibet vi e' una situazione estremamente positiva e che alla
popolazione tibetana e' garantita la liberta' di esprimere e di
praticare la propria religione.
"Delle due l'una - spiega Daniele Scaglione, presidente della sezione italiana di Amnesty -: o movimenti come il nostro e Human Rights
Watch, quando scrivono i loro rapporti sulle violazioni dei diritti
umani in Cina fanno a gara a chi la spara piu' grossa, oppure questi
nostri parlamentari hanno visto solo quello che i funzionari della
Repubblica Popolare Cinese hanno voluto far loro vedere. In tutto il
territorio controllato da Pechino e' in atto un nuovo giro di vite
sui buddhisti tibetani, su cristiani, cattolici e protestanti,
musulmani e gli adepti della setta Falung Gong. Negli ultimi mesi
sono stati operati migliaia di arresti nei confronti di chi rifiuta
il controllo del Partito Comunista sui gruppi religiosi, anche mentre
la delegazione dei nostri parlamentari si compiaceva del grado di
liberta' religiosa in Tibet. Centinaia di monaci e monache sono
attualmente rinchiusi nelle carceri tibetane per le loro opinioni.
Subiscono torture, vengono costretti al lavoro forzato, non ricevono
ne' cure mediche ne' alimentazione adeguate, muoiono per gli stenti,
per le torture e i maltrattamenti".
Continua Scaglione: "I leader dei partiti italiani devono smentire queste dichiarazioni e
attivarsi affinche' nei confronti della Cina si compiano finalmente
azioni concrete. Diversamente, sarebbe meglio che in futuro evitassero
retoriche prese di posizione in favore dei diritti umani nel mondo. In
quanto ai sei parlamentari, ci permettiamo di suggerir loro di tornare
presto in Tibet e chiedere di incontrare Ngawang Sangdrol, monaca
tibetana arrestata nel 1992 all'eta' di 16 anni e condannata in
quattro diversi ridicoli processi a 21 anni di reclusione, solo per
aver pacificamente chiesto l'indipendenza del Tibet e la fine del
controllo delle questioni religiose da parte del partito comunista
cinese. Ammesso che le autorita' cinesi concedano questo incontro,
questi parlamentari si potrebbero fare un'idea un po' piu' realistica
di quella che diffondono sulla situazione delle liberta' in Cina".
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