Home

Sommario

Email
IMPEGNO

Per non dimenticare
Sabra e Chatila


Duemila abitanti palestinesi e libanesi dei campi di Sabra e Chatila, alla periferia di Beirut, vennero massacrati dal 16 al 18 settembre del 1982 dai miliziani delle Falangi libanesi e delle forze filo-israeliane del Libano meridionale comandante dal maggiore Haddad, sotto la supervisione e con il sostegno logistico dell'esercito israeliano che aveva occupato da poche ore Beirut ovest.
Pochi giorni prima, le forze multinazionali americane, francesi e italiane che avrebbero dovuto difendere i campi profughi dopo la partenza da Beirut dei fedayin palestinesi e far rispettare l'impegno isrealiano a non entrare nella parte occidentale della città assediata dal giugno precedente, si erano prematuramente ritirate.
A diciott'anni di distanza non solamente nessuno ha pagato ma le vittime dell'eccidio ancora non hanno ricevuto una degna sepoltura. Di quasi mille corpi non si è saputo più nulla. La più grande e nota delle fosse comuni, situata all'ingresso del campo di Chatila, a pochi passi dall'ambasciata del Kuwait, è ridotta ad uno squallido campo polveroso nel quale vengono gettate le immondizie di un vicino mercato e detriti di ogni genere. Non una lapide, un segno che ricordi la presenza delle fosse comuni, che inviti al loro rispetto.
"Il disprezzo con il quale sono trattate le vittime di Sabra e Chatila costituisce un intollerabile insulto non solo nei loro confronti ma anche dei più basilari principi di umanità - sostiene il comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila -. Per questa ragione facciamo appello all'opinione pubblica italiana e internazionale, agli uomini di cultura, alla galassia delle Ong, ai politici, ai semplici cittadini, perché chiedano alle autorità e alle forze politiche libanesi, con le quali il nostro paese ha ottimi rapporti di cooperazione, che venga resa giustizia alle vittime del massacro dando loro una degna sepoltura. Che il loro sacrificio venga ricordato con una lapide, un monumento, un segno che aiuti a non dimenticare il dramma del popolo palestinese ancora esule dalla propria terra.
A tal fine, per esprimere alle autorità e alle forze politiche locali tali sentimenti e portare la solidarietà di noi tutti alle famiglie delle vittime palestinesi e libanesi del massacro proponiamo inoltre l'invio a Beirut di una delegazione di parlamentari e uomini di cultura il prossimo sedici settembre anniversario della strage".
Per informazioni e adesioni, il riferimento è la redazione del Manifesto (06687191); è possibile anche inviare una e-mail o un fax allo 0668719573.




È consentita la riproduzione degli articoli pubblicati
a condizione che siano citati la fonte
(Alternativamente, corpo e spirito, http://www.alternativamente.net) e l'autore.

Il sito è ottimizzato per schermi 640 x 480 e per Netscape 3.0