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TEMPO D'ESTATE
Meditare scrivendoRaccontiamo la nostra anima
L'estate è il momento giusto per iniziare a scrivere. O meglio: per cominciare a rilassarsi, scrivendo. Insomma: scrittura come una sorta di meditazione: il suggerimento viene da Real Simple.
Lo hanno dimostrato anche alcune ricerce, sempre firmate USA: mantenere un diario, ad esempio nella malattia o in altre situazioni di crisi, aiuta a guarire. Permette di scaricare sul foglio tensioni, paure: così, un poco, si allontanano veramente anche dalla persona. Come quando, da giovani, si affidavano al diario sogni e dolori, e dopo la febbrile scrittura se ne usciva già un po' guariti, più proiettati nel reale.
Così, l'idea di diventare giornalisti di se stessi - per stare meglio, per rilassarsi - non è una stupidaggine. Forse, davvero, è la possibilità di cambiare - anche se per piccole cose - la nostra vita.
"La scrittura è la modellatura delle lettere per rappresentare le parola
che, a sua
volta, rappresentano che cosa è nell'
anima": si legge ne Il Muqaddimah di Ibn Khaldun.
Meditare scrivendo è come fermare l'automobile per esaminare i ciottoli lungo la strada, per poi magari saltare oltre la recinzione e passeggiare nei campi, osservando quello che c'è. Consigli pratici? Sediamoci e lasciamo andare i pensieri, e quelli riportiamo, nero su bianco. Oppure costringiamoci a fermare i nostri pensieri e le nostre emozioni, quelli che sempre tornano: anche in questo caso, raccontiamoli per iscritto. Non 'a caldo', ma questo aiuterà a conoscerci meglio, porterà maggiore chiarezza in noi.
L'obiettivo è arrivare a sintonizzarci con la nostra parte interiore, non creare un prodotto. Cerchiamo quindi un posto tranquillo in cui scrivere, seduti in modo confortevole; possiamo usare una penna, una matita o anche la tastiera del pc: non importa. L'importante è avere una buona relazione con il nostro strumento di scrittura, perchè deve diventare l'estensione della nostra mente.
Per cominciare, alcuni minuti di silenzio e quiete. Respiriamo profondamente, con un ritmo lento. Ascoltiamo il corpo e, attraverso il respiro, rilassiamo i muscoli che sentiamo contratti. Con l'espirazione, immaginiamo di far uscire tutte le tensioni che avvertiamo nel corpo, soprattutto in collo e spalle.
Fatto questo esercizio, prendiamo pure in mano quello che abbiamo eletto a nostro strumento di scrittura e via... in libertà, senza giudizio, scriviamo. E se non ci viene nulla: niente paura. Di fronte al foglio bianco tutti si sentono un poco confusi. Domani, se non già dopo qualche minuto, andrà meglio! In ogni caso: ascoltiamo che cosa c'è all'interno di noi.
Che fare, poi, di tutta la 'produzione'? La decisione è personale. Sia che si siano raccontati emozioni e sentimenti, che la semplice osservazione di un paesaggio, potremo decidere di buttare, tutto o qualcosa. Oppure tenere, per un po'. E, volendo, potremmo anche rileggere tutto con occhio 'professionale', con attenzione - questa volta - alla forma e alla sintassi (da evitare accuratamente nella prima stesura).
In breve:
- Rendiamo la nostra scrittura un momento divertente, rilassante; un rituale
- Seguiamo il flusso dei pensieri, senza badare alla grammatica o allo stile (sono elementi controproducenti alla scrittura per l'autoconsapevolezza): anche perchè non è un corso di scrittura e nessuno deve leggere le nostre parole
- Programmiamo, nella nostra giornata, il tempo per scrivere. Diamogli una priorità; non troviamo il tempo? Alziamoci mezz'ora prima, o scriviamo sorseggiando una bibita piuttosto che il caffè
- Non scoraggiamoci: spesso la nostra difficoltà nasce solo dalla resistenza al cambiamento. Se scriviamo regolarmente, dopo due o tre mesi cominceremo a vedere i risultati
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