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ANIMALISMO
E tu, hai la pelliccia?Ogni minuto, viene ucciso un animale
Ha ancora senso, oggi, acquistare una pelliccia? Comprare una vita per appagare un bisogno che è certamente solo glamour? La risposta, che può non piacere, è: no.
"Nessuna donna ha bisogno di indossare una pelliccia e nessuna donna dovrebbe avere il coraggio di farlo perchè non si può essere belle indossando la morte": ha dichiarato l'attrice Daniela Poggi, alla presentazione della campagna europea Alzi le mani chi indossa una pelliccia. Parole forti, esagerate? Forse. E' anche banale dire che la sola bellezza di cui tutti dovrebbero avere cura è quella interiore. Ma è vero che non acquistare pellicce è un segno di amore e attenzione per tutti gli esseri viventi, di rispetto per la vita altrui, in una visione del mondo in cui il padrone assoluto non sia l'uomo, ma la cittadinanza spetti - a tutti - in pari misura.
Qualcosa, in ogni caso, le campagne di sensibilizzazione devono avere fatto. Lo confermano i numeri: il mercato italiano della pellicceria è diminuito come pure il numero degli allevamenti italiani di animali "da pelliccia", passati da 171 nel 1988 a 69 nel 1999. In Inghilterra oggi esistono 29 negozi di pellicce contro gli oltre 200 del 1980; il numero degli allevamenti è calato vertiginosamente: erano più di 80 nel 1980, sono rimasti in 13 e il Governo britannico sta discutendo la proposta di bandire per sempre questi allevamenti.
Insomma: basta con le pellicce. Saranno anche calde, anche belle. Ma possiamo farne a meno, abbiamo altro con cui scaldarci. Oggi le pellicce sono causa solo di una inutile sofferenza per gli animali. "Dietro l'apparente glamour di una pelliccia o di un accessorio in pelliccia si nasconde una raccapricciante realtà di sangue: ogni anno vengono uccisi 35 milioni di animali, per rubare la loro pelle. Un animale ogni secondo": ha sottolineato Mary McCartney, figlia di Paul e della scomparsa Linda, che ha curato l'immagine fotografica dell'iniziativa (firmata dalla Lav e da Respect for Animals).
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