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FLORITERAPIA

Guarirsi non è guarire

L'approccio ai Fiori deve essere corretto


La floriterapia ha fatto il giro del mondo, ottenendo consensi ed entusiasmo per l'intuizione controcorrente, che il precursore, Edward Bach, ebbe in un'epoca ormai così lontana.
Oggi siamo tutti coinvolti ed affascinati dall'affermazione che GUARIRSI non e' sinonimo di GUARIRE, perchè per imparare a stare bene occorre un po' di partecipazione personale.
Questo concetto apparentemente chiaro (e che però, in realtà, non è facile da mettere in pratica), va considerato solo dopo aver approfondito e compreso alcuni contenuti fondamentali della floriterapia, per non vanificare l'effetto dei rimedi, ne' compromettere la buona volontà iniziale di ognuno.

I rimedi floreali, a qualsiasi repertorio appartengano (ve ne sono decine), non sono medicinali allopatici, cioe' non agiscono sui sintomi di un disturbo. Agiscono, invece, da catalizzatori, da "facilitatori" di un processo equiparabile alla ricerca della giusta sintonia, quando cerchiamo una stazione radio. Per tale motivo, l'efficacia è mirata non al disturbo stesso, bensì alla reazione emotiva iniziale, che stimola e induce alterazioni psicofisiche, somatizzazioni.
Il contenuto delle boccette, consiste in acqua, perfetto veicolo delle vibrazioni energetiche dei fiori; brandy, il conservante; soluzione madre (mother tincture) dei fiori, in minima quantità. Attenzione: per "soluzione madre" non si intende una sostanza contenente principi attivi assimilabili a droghe, o composti chimici definibili in formule, bensì un preparato "semplicemente" ricco della stessa forza energetica del fiore.
Quindi questi rimedi non appartengono, né sono comparabili, alla fitoterapia.
Infine, ma non per questo meno importante (anzi), i rimedi floreali non fanno parte dell'omeopatia (che si basa invece sul principio che ciò che scatena un certo tipo di reazione può anche curarla), e non ne seguono assolutamente le diluizioni.

Scegliere, tra i fiori, quelli giusti, non e' semplice: occorre essere sinceri con noi stessi, avendo l'onestà di riconoscere le personali debolezze. Il punto fondamentale e' proprio questo: nel momento in cui inquadriamo il problema, ne prendiamo atto, abbiamo già iniziato il nostro percorso di modificazione interiore.
Ai fiori corrispondono gli atteggiamenti negativi (nei quali cadiamo ripetutamente) e messaggi positivi di trasformazione che, grazie ad un effetto di risonanza, permettono di ristabilire il nostro smarrito equilibrio.

Prendere le fatidiche gocce, aspettando che agiscano al posto nostro, è come pretendere di fare da spettatori allo spettacolo della nostra vita o, per rimanere in tema, correre in un coloratissimo campo fiorito ad occhi chiusi...

Partecipiamo invece, partecipiamo!

Gisella Cannarsa
floriterapeuta, consigliere energetico




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