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POSTA CON I LETTORI

Riceviamo e pubblichiamo

A proposito di vegan


Cari amici di Alternativamente, corpo & spirito, vi scrivo, dopo aver letto sul vostro sito una pagina, per fare alcune considerazioni sulla dieta vegana.
In particolare, vorrei far riferimento alla frase: "Il vegetariano accetta i doni degli animali (latte, uova ecc.) ma non vuole ucciderli. I vegani fanno un discorso solo salutistico: non vogliono assumere proteine animali di alcun tipo, quindi rifiutano anche i prodotti animali non cruenti".
Qui ci sono 3 inesattezze:
1) il discorso salutistico si applica in egual misura sia ai vegani che ai vegetariani; una certa percentuale di entrambi i gruppi segue questo stile di vita solo come dieta salutare, non per motivi etici di rifiuto della violenza sugli animali. Quindi e' del tutto inesatto dire che un vegetariano lo è per motivi etici e un vegano per motivi salutistici. Pensate un po' che alcuni vegani dicono invece il contrario :-)
Ma ovviamente non e' vero nemmeno il contrario, non è che tra i vegetariani i "non-etici" siano in percentuale maggiore che tra i vegani.
2) Gli animali non ci fanno dono di latte e uova. Siamo noi che glieli "rubiamo". Senno' tanto varrebbe dire, come fanno i carnivori, che gli animali "ci fanno dono" della loro carne. Cosa, ovviamente, assurda: siamo noi che li ammazziamo per rubare la loro carne.
3) Latte e uova non sono, purtroppo, non cruenti, e non è vero che si ottengono senza uccidere animali.
So che è difficile rendersene conto, io sono stata 9 anni vegetariana prima di diventare vegana (due anni fa). E pensavo che uova e latte si potessero consumare perchè, se da una parte è vero che anche questi vengono prodotti in allevamenti intensivi, in teoria, pensavo, si potrebbero produrre senza sofferenze per gli animali, basterebbe cambiare i metodi di allevamento. Ma non è così. Non solo perchè, se così si facesse, si dovrebbero consumare questi prodotti in misura MOLTO minore rispetto a quanto si è abituati ora. Ma perchè non si possono produrre senza uccidere.
Per far nascere della galline ovaiole è necessario far nascere il pulcino da uova fecondate. Ma di questi pulcini, la metà sono maschi. Che fare di questi maschi? Non producono uova. I pulcini maschi vengono dunque, "semplicemente" ammazzati. O tritandoli in una macchinetta apposita, o infilandoli in sacchi di nylon, a centinaia, e poi buttati nella spazzatura, una volta sopravvenuta la morte per soffocamento. Anche ammettendo di non ucciderli subito, questi animali potranno solo diventare dei polli da macellare e vendere. Il che è ancora peggio.
Per quanto riguarda le mucche, questi animali producono latte solo dopo che hanno avuto un vitellino. Ovviamente. Producono latte per 2-3 anni, e poi devono di nuovo partorire. Che fare di questi vitelli? Se sono maschi, non possono certo diventare mucche da latte. Quindi, la loro via è quella dell'allevamento intensivo e poi del macello. Se sono femmine, potrebbero diventare mucche da latte, ma supponendo di avere già raggiunto il numero di mucche sufficiente per il latte richiesto, o si ammazzano loro, o la loro mamma, subito dopo lo svezzamento, perchè il numero deve rimanere costante. Senza contare che le stesse mucche da latte, alla fine della loro vita, verranno macellate.
Dopo essermi resa conto di questo, non ho più consumato uova e latte (con gran giovamento per la salute, tra l'altro!).
Bisogna dunque di fare una seria riflessione sull'argomento, e diventare vegani. Non è cosa da poco, perchè sul più bello che uno si è abituato a essere vegetariano e trova che non sia più così dura, ecco che deve compiere un altro passo, e crearsi nuove seccature! Però, se si deve fare, si fa. Non per coerenza, la coerenza non è una buona ragione (chi se ne frega di tutto è coerente in ogni sua azione, ma non fa nulla per far diminuire il male nel mondo), ma per fare meno danno possibile agli animali. Perchè è questo quello che ci interessa, solo questo.
Il danno non potrà mai essere pari a zero, si otterrebbe questo solo rinunciando a vivere. Ma credo sia nostro dovere fare il più possibile.
Marina Berati


La ringraziamo. Per averci letto, innanzitutto. E poi per averlo fatto con attenzione e passione, e averci corretto.
La sua lettera ci ha fatto pensare, e farà riflettere, almeno per un istante, molti. E' questo l'importante: un seme gettato, che prima o poi - inaspettatamente - germoglierà, portando la persona che lo accoglie verso una nuova consapevolezza.
"Alternativamente, corpo & spirito" vuole proporre innanzitutto la scelta vegetariana: è un primo passo che suggeriamo a tutti.
Se si individuasse un percorso ideale di presa di coscienza e rispetto dei nostri fratelli animali e del loro diritto a vivere secondo natura, forse potrebbe essere questo:
  • il cibo come dono: riconoscenza per la Natura che ci alimenta, attraverso la vita dei suoi Figli; sprecare il cibo è disprezzare il dono
  • attenzione di base per gli animali: se li vogliamo allevare per destinarli alle nostre tavole, rispettiamo le loro esigenze naturali di movimento, alimentazione, spazi adeguati ecc.
  • cuore animalista: no alla violenza. Neanche sugli animali. Poichè la loro carne non è indispensabile per la nostra vita, la scelta è non usarli per il nostro piacere. Parte l'opzione vegetariana (che può arrivare anche solo per ragioni di salute)
  • ulteriore presa di coscienza: no anche a latte, uova, miele, formaggi e burro. Vivere senza comunque si può. Per la salute propria e per il bene degli animali. Nostri fratelli.
Pensiamoci. E se vogliamo continuare a mangiare carne e pesce, se non vogliamo sentire il dolore che sta dietro una fettina o se non crediamo ci sia dolore, impariamo a non sprecare il cibo e cominciamo a chiedere almeno condizioni di vita più "umane" negli allevamenti. Costi quel che costi. Compriamo uova di "galline libere".
Cara Marina, è d'accordo anche lei, vero? (A proposito: qualcuno di noi, che è vegetariano, sta cominciando seriamente a riflettere sulla necessità di arrivare al veganismo...).
Un caro saluto,
Anna Maria Cebrelli
direttore responsabile