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ATTUALITA'
Intervista a Manuela Pompas
Reincarnazione, tra fede e consapevolezzaIl senso di 1000 vite
Nota giornalista, autrice di diversi libri. Forse basterebbe questo per descrivere Manuela Pompas. Ma, probabilmente, non è tutto. Perchè c'è, in lei, una sorta di ricercatrice dell'anima: da sempre cerco di dare una risposta agli
interrogativi
esistenziali non solo sul piano intellettuale, ma attraverso l'esperienza
diretta.. La Pompas è, tra le altre cose, una vera esperta di reincarnazione. Reincarnazione. Forse, per molti, basta la parola. Certo non per tutti. E allora, cosa si intende, esattamente, con questo termine? Lo abbiamo chiesto, ovviamente, a lei.
R. La reincarnazione é la legge della rinascita, il percorso che ogni anima
compie incarnandosi più volte sulla Terra, in una serie di esistenze che le
permettono di evolversi fino a raggiungere l'illuminazione, il momento
in cui si ricongiunge consapevolmente con lo Spirito divino che l'ha creata.
In quali culture nasce questo concetto? Si può applicare anche
alla nostra, persino rispetto alla cultura cattolica?
R. Ufficialmente la credenza della reincarnazione appartiene alle
religioni orientali, induismo e buddismo. Tuttavia ha fatto anche parte
del credo delle grandi religioni occidentali. Gli ebrei, ai tempi di Gesù,
aspettavano il ritorno dei profeti e accettavano la possibilità
della reincarnazione, anche se per loro non è un dogma di fede.
Nel Vangelo vi sono alcuni accenni, come nel racconto del cieco nato
("Maestro, quest'uomo è nato cieco: ma è colpa sua o dei suoi genitori?")
o nel passo in cui Gesù chiede chi crede la gente che Lui sia.
E quando gli dicono che qualcuno crede che lui sia Elia, "Elia è già
tornato",
risponde "e non l'hanno riconosciuto. Elia è Giovanni il Battista".
Inoltre si parla di reincarnazione nei Vangeli apocrifi (Tommaso),
nei libri gnostici e anche nel Corano. Il concilio di Costantinopoli ha poi
condannato la credenza nell'esistenza dell'anima prima della
nascita, condannando quindi (per motivi politici?) Origene, che la
sosteneva.
In realtà potremmo vedere nel ritorno dell'anima sulla Terra la possibilità
che viene data all'anima di riscattarsi dal peccato. Come ha ricordato
recentemente il Papa, Inferno e Purgatorio sono non
luoghi, ma condizioni dell'anima. Nell'inferno l'individuo è immerso nel
buio spirituale e quindi lontano da Dio, che non vede, non riconosce; nel
Purgatorio
invece è conscio del divino, ma è ancora nell'errore, che deve riparare. Ma
forse
inferno e purgatorio sono dimensioni, stati che viviamo anche nella terra,
riparando una vita dopo l'altra i nostri errori.
La figura del Cristo non viene intaccato dalla credenza nella
reincarnazione:
Egli rimane la Via da seguire, vita dopo vita, il Salvatore, che non toglie
i peccati nel senso che li cancella, ma ci indica la strada per redimerci.
Che senso ha vivere più vite, reincarnarsi sulla Terra?
R. L'individuo viene sulla Terra per la prima volta in uno stadio primitivo,
involuto: vivere gli serve per imparare, per maturare, crescere, evolversi.
Come è possibile che questo avvenga in una sola vita? Se ci guardiamo
intorno, vi sono molte persone prive di cultura, povere anche dal punto
di vista umano, spirituale, culturale: se è vero che Dio ama ognuno di
noi nello stesso modo, come è possibile che non dia a tutti le stesse
possibilità? Se accettiamo la reincarnazione, allora è più facile spiegare
destini diversi, perchè c'è chi nasce ricco e chi povero, chi sano e chi
malato, perchè a qualcuno sia data la possibilità di studiare, di vivere in
una
famiglia affettiva, in un ambiente sano, e altri vivano invece nella
disperazione,
nella violenza, nella miseria morale.
E' possibile conoscere le proprie vite precedenti? In che modo? A cosa
serve? Tutti possono farlo? E se uno non riesce, cosa vuol dire?
R. Noi non ricordiamo perchè l'anima, come diceva Platone, prima di incarnarsi
passa attraverso il Lete, il fiume dell'oblio (il liquido amniotico dentro
il
ventre materno?). Per alcuni individui ricordare sarebbe traumatico. Meglio
rinascere senza ricordi e senza condizionamenti. Inoltre cancelliamo i
nostri ricordi a causa dei condizionamenti culturali. Pensate alla reazione
degli adulti di fronte a un bambino che racconta cosa faceva quando
era grande, quando aveva un'altra madre e un altro padre, una moglie,
dei figli... Il bambino che ricorda (e che non ha gli strumenti
intellettuali per strutturare il suo pensiero) spesso preferisce
dimenticare per sentirsi accettato.
Tuttavia, a mano a mano che ci evolviamo e l'anima è più consapevole, le
memorie diventano più chiare. Molti bambini, come ha dimostrato Ian
Stevenson, hanno ricordi precisi e verificabili già in età prescolare.
Inoltre i ricordi riemergono
facilmente con l'ipnosi regressiva (quasi tutti coloro che si sottopongono a
questa metodica riescono a vivere il loro passato). Dando un'induzione
generica
di tornare indietro nel tempo, riemergono storie che vengono vissute come
proprie, appartenenti a un'altra epoca, le quali aiutano a spiegare paure e
traumi
altrimenti inspiegabilii e a dare un senso alle esperienze della vita
attuale.
La tua esperienza sul campo...
R. La mia prima esperienza è stata a carattere personale: nel '72 ho rivissuto
il mio passato lontano, di cui ho parlato ampiamente nei miei libri,
come "La terapia R, guarire con la reincarnazione" (Mondadori). In seguito
ho iniziato a occuparmi di questo settore, (conducendo anche corsi di gruppo e sedute individuali, ndr) che mi appassiona sempre
più. Trovo che la reincarnazione dia senso alle difficoltà della vita e
un'ottima chiave per capire e risolvere i nostri problemi.
Chi volesse contattare Manuela Pompas direttamente, può farlo attraverso la sua email.
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