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DOSSIER
La terza via, della consapevolezza
Emozioni: non buttiamole via
La creatività passa anche attraverso il recupero delle emozioni; l'imperativo è accettarle, senza divenirne schiavi. Se sentiamo un bisogno, un desiderio emergere, che facciamo? O lo seguiamo sempre, e in qualche modo lo "animalizziamo", oppure ci ragioniamo sopra decidendo se assecondarlo oppure no: lo "mentalizziamo". C'è una terza via, della consapevolezza: non seguo l'istinto, non uso la mente ma sono presente e assente a me stesso, e guardo ciò che accade. Spiritualizzo. A questo punto, seguire o no il bisogno è secondario: perché non si è più prigionieri né dell'istinto né della mente, si è fuori dal giudizio umano; ognuno vive quello che è. L'istinto vero, la nostra vera natura è spirituale, se la lasciamo salire, spiega Raffaele Morelli.
Il Tao, ad esempio - afferma Nello Fonzi, neurologo, agopuntore in Milano e direttore scientifico di un centro del benessere di Limone sul Garda - insegna ad accettare la continua trasformazione delle cose secondo le legge dello Yin-Yang. Questa consapevolezza permette di evitare di identificarsi con l'estrema felicità o con la profonda infelicità e di conquistare il distacco, l'abbandono sciolto alla vita. Tra l'altro: "controllarsi" troppo fa male. Un esperimento condotto da Stanislaw Kasl dell'università americana di Yale su un gruppo di cadetti dell'accademia militare di West Point ha scoperto che la disciplina rigorosa e la necessità di frenare al massimo le proprie emozioni portano ad un calo delle difese immunitarie (anche del 30%). Le emozioni vanno vissute comunque tutte: lottare in modo rigido contro un'emozione non fa che potenziarne l'effetto e la possibilità di riviverla; inoltre si crea un blocco energetico che può portare alla malattia, sostiene Arrigo Plozzer, terapeuta naturale alle Terme di Lignano. Per star bene, insomma, dobbiamo "andare in pezzi senza andare a pezzi", come suggerisce "Going to Pieces without falling apart" del newyorkese Mark Epstein, psicanalista e frequentatore delle meditazioni buddiste: l'importante è comprendere quello che si sta vivendo, imparando a "sostarci dentro", accettandolo come parte di noi, aspettando che passi. Succederà: le emozioni sono passeggere e sono creative. Tutte. Viverle (consapevolmente) libera il talento che è in noi. (Per chi, ancora, temesse, "perdendo il controllo" delle proprie sensazioni, di fare cose terribili e spaventose, non volute, la soluzione è Cherry Plum, uno dei rimedi floreali di Bach: aiuta a sciogliere tutte le paure e a vivere più serenamente e consapevolmente i propri impulsi; il pensiero positivo collegato al fiore è mi affido del tutto e appieno alla mia guida interiore).
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