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DOSSIER

Ricette faidate

Colori ed esercizi

Ci sono dei colori che aiutano a ritrovare più facilmente il proprio talento?
Il giallo entra in risonanza con il colore del nostro terzo chakra, che rappresenta l'espressione e la manifestazione della nostra personalità; l'arancio e le sue sfumature liberano le emozioni e il piacere, stimolando il secondo chakra; l'azzurro del cielo richiama il colore del quinto chakra, legato alla comunicazione e alla creatività. Se vogliamo sviluppare il nostro talento, possiamo perciò circondarci di questi colori.
Anche il clima può giocare un ruolo importante: il calore - quindi il bel tempo - è più rassicurante e ci rende, spesso inconsapevolmente, più espansivi, socievoli, aperti al di fuori degli schemi.
La strada verso la nostra riscoperta può essere inizialmente faticosa: perchè non si sa bene come intraprenderla. Qualche esercizio, proposto da Riza Psicosomatica, può aiutare a rompere gli schemi.
E' facile. Basta cominciare, ad esempio, scegliendo tre capi d'abbigliamento che non si mettono più da tempo e buttarli via. Per chi vuole osare: prenotare un week end non previsto in una località sempre ritenuta pericolosa. Per tutti, per stimolare la creatività, ascoltare Mozart per dieci minuti al giorno.
Un altro passo significativo verso il talento è il disordine. Solo dal disordine può emergere il nuovo: rigidi e ordinati schemi mentali uccidono creatività e vitalità.
Per stare a contatto con il caos e il suo potere trasformante, pensate ad un cassetto in cui siete abituate a riporre gli oggetti più preziosi (gingilli, monili, ricordi ecc.), apritelo e rovesciate il contenuto per terra, in un qualunque posto della casa. Lasciatelo lì per qualche giorno, ogni tanto andate a guardare il contenuto del cassetto e sparpagliatelo ancora.
Questa operazione è finalizzata a far emergere dal caos un nuovo ordine che non sottostia alla vostre regole, responsabili della creazione di un "falso talento".
L'esercizio va a stimolare le aree prefrontali e temporali della corteccia cerebrale, mettendo in crisi l'assetto "ordinato e razionale" e lasciando spazio alla zona limbica.
Importante è anche imparare a fare cose senza senso. Siamo abituati a definirci secondo un'idea preconcetta e a comportarci di conseguenza. Per aprirsi al nuovo, prima di prendere una decisione importante, prima di iniziare un lavoro o una discussione provate a fare una cosa senza senso (una cosa qualunque: una smorfia, lasciar cadere una penna, tre passi indietro e uno avanti ecc): questo aiuta a distrarre dal "solito modo" di affrontare le situazioni, per far emergere i lati nascosti e fino ad ora sconosciuti della nostra identità.
L'azione senza senso lavora sulle aree prefrontali e temporali: opera una rottura con gli schematismi legati alle funzioni razionali della corteccia. La mente diventa libera.