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ATTUALITA'

Provvedimenti europei

Addio alla
'signora mozzarella'

Dopo il cioccolato surrogato, l'imitazione del parmigiano reggiano adesso tocca alla mozzarella. Bruxelles ha ingiunto all'Italia di cancellare per decreto un'arma decisiva contro le sofisticazioni, il metodo analitico per riconoscere le false mozzarelle fatte con polvere di latte, anziché con latte fresco, metodo del chimico italiano Pierpaolo Resmini messo a punto nel marzo 1994. Il governo varò un decreto con il quale il metodo di controllo Resmini diventava obbligatorio. Fino ad allora la frode non era riconoscibile all'analisi di laboratorio e i truffatori potevano riciclare la polvere di latte per uso zootecnico, con costi risibili: bastava aggiungere l'acqua, i fermenti lattici, il caglio e poi "filare" la mozzarella.
Resmini aveva posto un freno all pratica sperimentando un nuovo tipo di analisi basato sulla furosina, un composto la cui presenza nel formaggio aumenta quando la materia prima è sottoposta a un forte trattamento termico, come quello usato per ottenere la polvere di latte dal latte liquido. In pratica, se il valore di furosina superava i 12 milligrammi per ogni etto di prodotto, voleva dire che la mozzarella era fatta con polvere di latte, con formaggi fusi o con altri derivati del latte trattati termicamente. I sofisticatori erano smascherati, i consumatori soddisfatti, le industrie, che avevano tutto l'interesse a puntare sulla qualità del prodotto e ad eliminare concorrenti sleali, pure. Inoltre, l'Italia, dal punto di vista legislativo, si dimostrava in questo settore Paese all'avanguardia.
Un provvedimento che fece proseliti. Dopo la mozzarella, il metodo fu esteso anche al latte pastorizzato: se c'erano oltre 8 milligrammi di furosina per ciascun etto di sostanza proteica, il prodotto era fuorilegge perché sicuramente ottenuto da latte in polvere o già trattato termicamente. Adesso, con un nuovo decreto pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 23 maggio scorso, su 'parere motivato' della Commissione europea e per chiudere la procedura d'infrazione avviata contro l'Italia, i due provvedimenti contro i sofisticatori sono stati abrogati.
L'unica arma resta quella di cogliere in flagrante chi froda.
(Fonte AceA)






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