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ATTUALITA'

Diritti violati in 144 Paesi

Le tragedie evitabili

Amnesty International ha presentato il suo rapporto annuale. Un pugno nello stomaco. In soldoni: nessuna delle tragedie dei diritti umani di questi anni era imprevedibile o inevitabile.
Quello che accadeva in Burundi, Cecenia, Timor Est e Kosovo era sotto gli occhi dei governi di tutto il mondo, che hanno consentito che le situazioni degenerassero per intervenire poi militarmente in nome della giustizia.
Prevenire le crisi - afferma Amnesty - vuol dire invece condannare sempre le violazioni dei diritti umani, siano esse commesse da alleati o da nemici. Vuol dire anche assicurarsi che le sanzioni economiche non generino violazioni dei diritti socio-economici, come in Iraq, dove si consuma il dramma della fame dei bambini nell'indifferenza della comunita' internazionale. Dal rapporto si evince come le violazioni dei diritti umani non siano limitate alle aree di crisi ma vengano commesse con preoccupante regolarita' in almeno 144 paesi. In 38 paesi avvengono esecuzioni extragiudiziali, in 31 esecuzioni giudiziali; in almeno 63 paesi ci sono prigionieri per motivi di opinione; casi di tortura e maltrattamenti sono segnalati in 132 paesi; sono avvenute 'sparizioni' in 37 paesi. Amnesty International crede che le cifre reali possano essere piu' alte.
Mentre paesi diversi come USA e Cina, Arabia Saudita e Colombia, Turchia e Russia continuano a calpestare i diritti umani, la comunita' internazionale finge di non vedere. In tutto il mondo migliaia di persone torturate, ingiustamente detenute e private dei loro diritti fondamentali, sono in cerca di giustizia. Insieme a loro i parenti degli 'scomparsi' e delle vittime di esecuzioni extragiudiziali. Nella maggior parte dei casi, le loro richieste resteranno inascoltate. Malgrado alcuni passi in avanti (i tentativi di portare a processo Pinochet), l'impunita' rimane la norma per le violazioni passate e presenti.






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