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ATTUALITA'

Ognuno di noi ha una componente omosessuale

Frocio sarai tu

E' il tema caldo che anticipa l'estate, come le temperature di fine maggio-primi di giugno. Manifestazione omosessuale sì o no? A Roma, l'8 luglio prossimo? Durante il Giubileo?
Si schierano i sì, si schierano i no. I più furbi sghignazzano e ripetono le solite battute sui finocchi. "Frocio ci sarai tu": come dire, niente di più offensivo. Per molti, avere un figlio 'etero' e infelice sarebbe una situazione preferibile a quella di un figlio gay e felice... In questi giorni si è sentito davvero di tutto, dalla gente 'normale' e purtroppo anche da molti politici.

E noi, da che parte stiamo? Se le lesbiche e gli omosessuali sono, per noi, esseri malati, magari 'da eliminare sulla faccia delle terra'; pericolosi e segno del decadimento dei tempi, forse è bene fermarci un attimo a pensare. Cosa c'è, in loro, che ci preoccupa tanto, che ci 'tocca' tanto? Come sempre, quando qualcosa risuona prepotentemente in noi è perchè è parte di noi; è una sorta di specchio in cui, per un motivo o l'altro, ci ritroviamo (più o meno consapevolemente).
Quello che rifiutiamo, con indignazione e senso di peccato è ciò con cui non abbiamo il coraggio e la forza di confrontarci. Perchè tanta aggressività, tanta veemenza? La risposta è facile: l'uomo, come gli animali, spesso aggredisce quando ha paura.
Spiega Raffaele Morelli, psichiatra e direttore di Riza Psicosomatica: Ogni uomo ed ogni donna hanno una componente omosessuale, e ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha avuto una fantasia omosessuale. Può piacere o meno, ma questa è la verità. Chi non la riconosce, teme che questo voglia dire, automaticamente, essere gay o lesbica. Non è così.
L'invito, allora, non può essere che ad accogliere. A cercare di conoscere e capire. Dopo l'omosessualità ci farà meno paura, e pure se non sarà mai la nostra strada la osserveremo senza giudizio. Con rispetto per le persone che - direttamente o meno, attraverso la scelta di parenti o amici - ne sono coinvolte.

In questo senso non possiamo che appoggiare la posizione di Amnesty International, che affronta la questione dal punto di vista dei diritti umani: Manifestare in favore dei diritti umani e' inopportuno? Sembrerebbe di si', a giudicare da tutto quello che sta succedendo in Italia in questi giorni. Autorita' di governo, religiose, forze politiche, nonche' gli amministratori di Roma, in questi giorni piu' volte hanno parlato di 'opportunita' ', riferendosi alla marcia che dovrebbe svolgersi nella capitale l'8 luglio prossimo. Ma la marcia e' solo uno dei tanti eventi previsti nell'ambito di una settimana di iniziative dedicate al tema delle liberta' sessuali.
Quello dell'orientamento sessuale e' un problema di diritti umani, non di 'costume' o 'moda' come qualcuno crede o vuol far credere. Le manifestazioni del World Pride 2000 devono essere sostenute perche' nel mondo le persone con orientamenti sessuali che qualcuno vuol definire 'contro natura' sono perseguitate. In Arabia Saudita, Argentina, Australia, Austria, Brasile, Colombia, Cipro, Malesia, Messico, Gran Bretagna, Romania, negli USA, Venezuela, Zambia, Zimbabwe e altri paesi ancora, omosessuali e transessuali sono discriminati dalla legge, vengono imprigionati, talvolta torturati, talvolta uccisi.
In molti stati, - e fra questi anche i cosiddetti 'occidentali' - la legge proibisce perfino gli 'atti omosessuali' compiuti tra adulti consenzienti in privato. Se non ci si schiera in maniera decisa contro queste violazioni, se ci si limita ad essere 'tolleranti' sino a quando i rappresentanti delle comunita' lesbiche, omosessuali e transessuali non diventano 'inopportuni', si lascia campo libero a tutti coloro che in tante parti del mondo sono responsabili di crimini contro persone che non hanno fatto nulla di male salvo cercare di vivere la propria sessualita', esercitando un proprio diritto fondamentale.

Si deve sempre lottare in difesa dei diritti umani, anche quando a molti puo' sembrare inopportuno.

In ogni caso, in gioco, c'è molto di più: una parte di noi che possiamo finalmente guardare in faccia, serenamente. Per continuare a vivere con più consapevolezza quello che già siamo.

Anna Maria Cebrelli
(foto in alto AlternativaGay)






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