Home
Sommario
Email |
ATTUALITA'
Incontro con l'asceta australiana Jasmuheen
Un piatto di prana, please
Jasmuheen è una bella donna. Sposata, divorziata, risposatasi l'anno scorso; ha due figlie di 21 e 23 anni e un passato in carriera nell'industria finanziaria. Da almeno sette anni, non mangia alcun cibo solido: lei, australiana, maestra di meditazione, è nota in tutto il mondo per la sua radicale scelta esistenziale che l'ha portata a nutrirsi, attraverso una particolare forma di respirazione, esclusivamente di luce. Sì, insomma, di energia, di prana. Invitata a Milano dall'Istituto Europeo del Pensiero Positivo, ha raccontato ancora una volta, semplicemente, la sua vita. Cresciuta in una famiglia credente, amava Gesù e le sue "storie".Una delle cose che mi piaceva di più, tra quelle raccontate dai preti, era che Dio è ovunque, onnipotente ed onniscente. Quindi era anche dentro di me... Era fantastico! Potevo fare esperienza di Lui. Così, poichè nel Vangelo si dice: 'chiedi e ti sarà dato', io chiesi di vivere un'esperienza divina.
A 15 anni, diventa vegetariana e inizia a studiare la filosofia orientale. A 16 anni inizia a meditare seguendo tecniche vediche: un giorno la mia testa esplose di luce... ma fu soprattutto quello che arrivò, con la luce, a colpirmi: ondate di amore. Da allora medito sempre: ne guadagno in profondità e pace, non mi interessano i miracoli... Dieci anni fa, un'ulteriore svolta: la liberazione dal cibo.
Spiega: Alla gente non interessa non mangiare. E in fondo, non è così importante. Noi siamo qui a dimostrare che possiamo scegliere: se nutrirci dal cibo o direttamente dal Divino. Chi ama mangiare, mangi pure. In ogni caso, più ci evolviamo verso la Luce, più 'balliamo con il Divino', meno mangeremo, naturalmente....
Il nostro corpo crede di avere bisogno, per vivere, di cibo. Ma può essere riprogrammato, ri-condizionato. Si tratta di una pratica già diffusa tra gli yogi indiani.
Il prana è energia sottile che pervade ogni cellula di ogni tessuto vivente; la controparte biologica è un'essenza sottile che risiede nel cervello e nel sistema nervoso ed è in grado di generare una sottile radiazione che circola nell'organismo come un impulso motorio e come una facoltà sensitiva, dirigendo tutte le funzioni del corpo. Il prana fornisce energia elettrica ai nervi e produce l'aura come emanazione naturale. L'estrazione naturale di prana per alimentare il cervello è eseguita da un gruppo limitato di nervi; grazie alla meditazione e a forme di respirazione e 'programmazione mentale', attraverso la preghiera, avviene una radicale trasformazione ed entrano in gioco gruppi di nervi di maggiore estensione per fornire al cervello radiazioni di prana più concentrate.
Jasmuheen propone un percorso di 21 giorni di digiuno, i primi sette anche senza liquidi. Spiega: Questa pratica è un processo di liberazione. Non si tratta di mangiare o non mangiare. Statisticamente il 98% di chi l'ha provata ha ripreso a mangiare normalmente. Tuttavia queste persone ora sanno che, se vogliono, possono alimentarsi anche solo di luce. E hanno rimosso un'altra paura: quella di morire di fame.
La capacità di essere alimentati dal prana è una conseguenza naturale, anche se non ovvia e forzata, dell'essere strumenti accordati con l'universo. Come diventarlo (indipendentemente dalla scelta alimentare successiva)? Le regole sono semplici. Primo. Nutrirsi in modo adeguato: via la carne, i condimenti e i dolci; molta frutta e verdura. Ascoltare il nostro corpo e capire quali alimenti danno energia e nutrimento. Secondo. Praticare esercizio fisico. Terzo. Meditare. Quarto. Fare tutto quanto ci procura piacere. L'unico elemento che crea la malattia è pensare, sentire e nutrirsi in modo tossico, quindi negativo. I nostri corpi - spiega Jasmuheen - sono la musica della natura: impariamo a sentire il potere che li ha creati. L'energia non può essere cambiata o distrutta ma soltanto cambiare forma. Anche noi possiamo quindi cambiare forma. La pratica del digiuno, con modalità e avvertenze, è raccontata nel suo libro "Nutrirsi di luce" (Edizioni Mediterranee, 25 mila lire).
|
È consentita la riproduzione degli articoli pubblicati a condizione che siano citati la fonte (e il relativo indirizzo) e l'autore.
Il sito è ottimizzato per schermi 640 x 480 e per Netscape 3.0
|