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SPIRITUALITA' CONCRETA

Rabbia, per costruire
o distruggere


La vita applica a se stessa svariati modi di trasformazione, ma quelli fondamentali sono due: costruzione e distruzione. In realtà, dal punto di vista della vita essi sono uno, perchè non c'è l'uno senza l'altro, ma dal punto di vista umano sono opposti e possono essere perpetrati singolarmente senza che vengano mai a coincidere.
Un sentimento che li abbraccia entrambi è la rabbia. Questa, in quanto energia potente, può volere annientamento e distruzione, quando è fine a se stessa, oppure superamento e trasformazione, in vista di una conquista.
In entrambi i casi viene ingaggiata una lotta; nel primo caso si tratta di una lotta fondamentalmente interiore, che nutrendosi di se stessa si autoconsuma senza mai raggiungere realmente ed efficacemente il suo oggetto; nel secondo caso la lotta contro l'oggetto diventa l'occasione per superare un aspetto o un ostacolo che forse giaceva sotto la cenere.
La rabbia è un sentimento importante, perchè è un campanello che ci dice che siamo stati feriti nel profondo e sentiamo di dover reagire. L'efficacia dell'azione dipende dalla portata degli ostacoli che ci impediscono di esprimerla apertamente, da quanta paura crea in noi questo sentire. Nessuno può giudicare se sia giusto per un altro essere provare rabbia, proprio perchè essa affonda le sue radici nel profondo dell'ego. Sta alla responsabilità di ciascuno verso se stesso e gli altri, il modo di portarla all'esterno.
Spesso si tende a sopprimerla (per paura, per senso di colpa o per l'educazione ricevuta) e diventa una forza distruttiva, che implode creando fragilità e insicurezza, ed in seguito aggressività che non conosce più la propria origine.
Affrontare la rabbia con consapevolezza è frutto solo di vero amore, il cui fine è sempre il miglioramento, la crescita, il superamento. Così essa si manifesta in tutta la sua reale forza: solo nel momento in cui noi costruiamo noi stessi, il desiderio di distruzione per l'autoconservazione cessa di esistere, non ha più senso di essere.
La forza del fiume che sradica gli argini e le dighe non lo fa con l'intento di distruggere ma per trovare nuovi percorsi; allo stesso modo la rabbia deve essere lasciata fluire come acqua in noi perchè porti via con sé i residui che non ci permettono di manifestare il nostro essere e l'amore che in esso vive.
Il fiume non si ferma fino a che non ha raggiunto il mare perchè sa imparare dal cammino che ha già compiuto: ciò è importante perchè spesso quello che più ci ferisce è la comprensione della verità.

Lisa Martignon




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