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Ass. Armonia
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TERAPIE NON CONVENZIONALI
La florieterapia e gli inestetismi
Un
fiore
per
la
cellulite
L'accettazione di una spiegazione metafisica del disturbo fisico, intesa come collegamento tra una necessità psicologica inespressa e la sua somatizzazione, lascia sempre un po' di dubbi, abituati come siamo a considerare mente e corpo come unità indipendenti.
Se poi il disagio emotivo è collegato ad un problema palesemente estetico, siamo disorientati dal senso di colpa (generato dalla consapevolezza che, in qualche modo, non ci piacciamo), e dalla rassegnazione (dovuta alla convinzione che non esista alcuna facoltà intellettiva in grado di contrastarlo), e non valutiamo le eventuali cause psicologiche.
Questo è il caso di un problema che affligge molte donne: la cellulite. La cellulite è un inestetismo, per usare un termine gentile e moderno, che accompagna il corpo da sempre (basta osservare gli antichi dipinti raffiguranti le opulente modelle), disegnandone le rotondità, ma che nel tempo ha subito una trasformazione del suo valore: dapprima apprezzata, accettata, disinvoltamente valorizzata dall'arte, negli ultimi decenni la cellulite è divenuta oggetto di una negativa attenzione spasmodica, mista di sensi di colpa, di desiderio di una perfezione generalizzata, segno del rifiuto della propria realtà fisica, individuale, che non riconosciamo più come nostra.
La cellulite è uno stato infiammatorio. Nasce, in genere, da un ristagno linfatico (cioè da un non sufficiente drenaggio), che comporta la mancata eliminazione di tossine, quei prodotti di scarto, del metabolismo, che vanno espulsi come l'acqua sporca dal secchio.
Il mancato ricambio cellulare, quindi, trasforma la realtà biologica del tessuto, fino a fargli assumere un aspetto antiestetico, il classico cuscinetto.
Molte donne sono disposte a qualsiasi sacrificio, pur di eliminare drasticamente, dalla loro figura, la cellulite: eppure, paradossalmente, più si accaniscono con creme e massaggi, più ottengono l'effetto opposto. I risultati, lenti a mostrarsi all'impaziente verifica, alimentano insoddisfazione, rabbia e rifiuto di sè, appunto. Come mai?
Lunghe ore in posizione seduta, alimentazione scorretta e tempi ristretti favoriscono l'insediamento e moltiplicazione dell'odiosa cellulite, insieme a cause più serie, indipendenti dalla nostra volontà, come gli squilibri ormonali, per esempio.
Ma vi sono motivazioni più profonde, sottili, ben celate, che ci predispongono alla cellulite (come ad ingrassare...), e se non individuiamo e risolviamo quelle, tenderemo a rimanere prigioniere in una lotta infinita.
E allora, che fare? Mentre l'attuale e impietosa "prova costume" evidenzia i particolari dolenti, possiamo stilare un piano tattico, a lunga scadenza che, oltre ad affrontare la situazione in termini fisici, possa rimuovere quelle cause emozionali che favoriscono le abitudini nocive.
Il medico specialista determinerà le cause metaboliche individuali, della cellulite, indicandone l'aspetto, lo stadio, e le soluzioni più adatte: qui invece analizziamo la cellulite in termini floriterapici, in modo da offrire il supporto vibrazionale di un messaggio emotivo positivo e coinvolgente, atto a sostenere e stimolare il cambiamento (fisico e psichico) desiderato.
E' inutile, infatti, concentrare spasmodicamente la propria attenzione, all'aspetto fisico, solo quando siamo "costrette" a spogliarci, rivelarci, e ricadere negli errori di sempre durante il resto dell'anno.
Iniziamo sottolineando la necessità di una purificazione interna: melo selvatico, latte di gallina, noce e gelsomino, per "buttare fuori" ogni residuo, anche emotivo, e preparare fisico e mente, renderli ricettivi ad ogni miglioramento e innovazione.
Per ammorbidire il severo giudizio verso noi stesse, ispirandoci a modelli più vicini alla nostra realtà (fatta di piacevoli curve), piuttosto che a inespressivi e irraggiungibili simboli androgini, è utilissimo acqua di sorgente, che addolcisce l'eccessiva intransigenza, quel rigore che impone i cambiamenti, trasformandoli in punizioni.
Avrete notato che la cellulite ha delle sedi preferenziali, che corrispondono alle zone-simbolo della sessualità: silenziosa e inesorabile, le nasconde, le camuffa, quasi a voler soffocare i desideri, consci e inconsci, legati al piacere.
La cellulite può iniziare a manifestarsi nell'adolescenza, quando il messaggio ormonale innesca l'evidente metamorfosi. Il precoce insediamento, spesso "ereditario", sottolinea la difficoltà ad accettare una propria identità femminile diversa da quella della madre: tale rifiuto può essere ammorbidito con acqua di sorgente, ancora, pioppo, che aiuta a decifrare i timori inconsci e, naturalmente, centaurea, per sciogliere quel desiderio di appropriazione inconscia della personalità materna.
Quando l'inestetismo si localizza prevalentemente sulle gambe, possiamo senz'altro affermare che è la somatizzazione del timore di esistere in modo autonomo, indipendente: esso affligge gli arti che ci permettono di muoverci, camminare, spostarci, agire, soprattutto metaforicamente. Di fronte ad un problema di carente autostima, dunque, saranno utili larice, cerato, mimolo.
Se siamo in presenza, invece, di una cellulite diffusa, tale da cancellare le forme corporee, rendendo la sagoma "indefinita", possiamo affidarci ad avena selvatica, un rimedio che permette di ritrovare (o incontrare) il proprio ruolo.
La cellulite spessa, che provoca dolore al tatto, difende il corpo dalle aggressioni esterne, isolandolo da possibili delusioni affettive. In questi casi sono indicati agrifoglio e cipolla, che promuovono l'amore per se stessi, favorendo lo scambio energetico e dissolvendo le sofferenze pietrificate, strato dopo strato.
Nei casi in cui il problema si presenta con consistenza molle, come un morbido cuscino che attutisce ogni evento e stimolo interiore, che assorbe ogni impatto, abbiamo l'atteggiamento disponibile di chi farebbe qualsiasi cosa, pur di evitare i conflitti. In tale caso abbiamo a che fare, sicuramente, con donne che mangiano fuori pasto, o fumano in continuazione o si gratificano con sostanze quali alcol o caffè, o snack (patatine, arachidi, cioccolatini...): è indicato agrimonia.
Infine, in generale, associo istintivamentefumaria, il cui fiore, porpora e aggrovigliato come i noduli della cellulite, agisce da depuratore e risveglia la circolazione, aiutando a liberarsi da tutto ciò che è ormai inutile, per rigenerarsi.
Ognuno di questi rimedi (che ho volutamente indicare col nome italiano, pensando all'affinità vibrazionale che intercorre tra l'energia dei fiori nati e preparati nel nostro territorio e il "problema estetico" tipico di noi mediterranee), può essere, come sempre, miscelato ad altri ed assunto secondo le direttive di E. Bach (4 gocce, in bocca, 4 volte al giorno) oppure aggiunto, non diluito, ai cosmetici, nell'acqua del bagno, frizionato direttamente sulla pelle, addirittura vaporizzato.
Una miscela personale, studiata appositamente per la propria situazione, non fa miracoli, riducendo i centimetri in pochi giorni, ma permette al proprio corpo di dialogare con la mente, considerando (finalmente) e rafforzando la personalità, accettando e valorizzando la propria individualità, invece di annientarne ogni caratteristica, in nome della moda.
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