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ATTUALITA'
Giro d'Italia 2000

Vegetariani: la rivincita

La rivincita dei vegetariani passa, anche, attraverso il Giro d'Italia 2000. Ci riprovino, a dire che la dieta vegetariana non è equilibrata, che fa crescere male, che non va bene. Ci riprovino a lanciare anatemi contro le madri vegetariane che propongono questo tipo di alimentazione anche ai loro figli, fin dalla nascita. La verità è che, con le opportune attenzioni (che andrebbero peraltro mantenute in qualunque tipo di scelta alimentare), la dieta vegetariana non solo mantiene in salute ma permette anche di svolgere attività agonistiche ad altissimo livello.
Insomma: se vogliamo, d'ora in poi, la fettina mangiamola pure. Ma senza nasconderci più dietro l'idea che è utile, anzi indispensabile. Soprattutto quando si lavora duro e si fatica.
La dimostrazione è sulle pagine dei giornali e sotto gli occhi di tutti e si chiama Linda McCartney Foods Cycling Team: una squadra di 9 ciclisti (tra cui l'italiano Maurizio De Pasquale) che segue una dieta rigorosamente verde messa a punto dallo staff medico.
Lo scopo dell'iniziativa, (che porta il nome della moglie dell'ex Beatles, Paul McCartney, pure lei vegetariana e mancata l'anno scorso) è ovviamente quello di dimostrare che anche seguendo tale dieta si può praticare sport ad altissimo livello.
E se, sabato, la 'maglia nera' del Giro d'Italia è andata all'inglese Matthew Stephens, del team vegetariano, ultimo in classifica a circa 35 minuti dalla maglia rosa, la tappa del giorno è stata vinta da un venticinquenne atleta australiano, sempre della Linda McCartney Foods Cycling Team, dopo ben 163 Km di fuga solitaria: David McKenzie.
Per chi non capisce nulla di ciclismo, prendiamo a prestito la spiegazione data da Alessandro Restelli nella mailing animalista: i 163 km. di fuga solitaria rappresentano un'autentica impresa; l'atleta che pedala solitario - con medie comprese tra 30 e i 35 km. orari - è sottoposto a sforzi immani (addirittura tripli rispetto a coloro che marciano in gruppo), spendendo energie immense; solitamente le 'fughe' durante le gare agonistiche sono tentativi il più delle volte velleitari, coloro che la intraprendono vengono ripresi dal gruppo in genere dopo qualche decina di km. (tra i 30 e i 50).
E' importante notare che McKenzie è stato sottoposto al test dell'Ematocrito (lo stesso che lo scorso anno inchiodò Pantani - per intenderci), risultato però entro normalissimi valori.


La dieta vegetariana dei ciclisti
del Linda McCartney Foods Cycling Team


La scelta vegetariana