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RITI E RICORRENZE

Nel nome del Budda e del cuore
collegandosi ai maestri cosmici


"...cercate di fare del Wesak una festività universale e riconosciuta, utile a tutti gli uomini di tutte le fedi. E' la festa in cui i due maestri divini dell'Oriente e dell'Occidente collaborano ed operano nella più stretta unione...
Le energie spirituali in quel momento sono disponibili in modo eccezionale..."
Djwal Kool


Un Wesak, per ricominciare

Ritorna, ad ogni plenilunio sotto la costellazione del Toro: è il Wesak, ovvero la festa della riconciliazione tra Cielo e Terra, tra il Maschile e il Femminile, tra la Mente e il Cuore. E' la festa del Buddha e del Cristo, della Luce e dell'Amore.
Quest'anno la luna piena cade il 18 maggio e "dura" fino al 25 maggio.
Festa spirituale celebrata per centinaia di anni in Oriente, negli ultimi decenni il Wesak viene ricordato anche in Occidente ed è diventata così una festa al di là delle culture e delle religioni.
Tutto comincia nel 483 a.C., nella notte di plenilunio del mese di maggio: il principe Gautama Siddharta, diventato il Buddha, muore e promette di tornare ogni anno - in spirito - per aiutare, con il contributo dei Maestri Cosmici, tutti gli esseri viventi a raggiungere l'Unità. Simbolo di questo momento è l'iris viola, essenza di pace e di guarigione. Da allora il Wesak rappresenta la concreta possibilità di ricevere - da soli o in gruppo - la benedizione energetica del Buddha, del Cristo e di tutti i Maestri che guidano e vegliano su ogni essere vivente della Terra.
Tutti gli anni, in una zona dell'Himalaya, tra le catene montuose del Karakoruni e del Kun Lun, alle pendici del monte Kailash - uno dei luoghi sacri del pianeta - migliaia di persone si ritrovano per il Wesak: solo chi è in qualche modo "destinato" riesce a parteciparvi. Ma - per tutti - è possibile aderire con il cuore e con lo spirito, ed essere presenti: basterà questo per ricevere la benedizione. Si tratta di una benedizione particolare: finalizzata (per ogni individuo, indipendentemente da razza, ceto sociale, cultura, religione, ideologia filosofica o politica) al cambiamento di vibrazione. Ovvero ad una crescita complessiva, nell'unità di mente, corpo e spirito.