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TERAPIE NON CONVENZIONALI
Aromaterapia, questa sconosciutaGli olii per il nostro benessere
Negli ultimi venti anni l'aromaterapia si è andata sempre più affermando come una delle terapie non convenzionali più conosciute e favorite dal grande pubblico. In particolare in Gran Bretagna, grazie all'atteggiamento liberale che questo paese ha verso la pratica delle terapie non ortodosse, si sono visti negli ultimi dieci anni i cambiamenti più radicali: da una parte l'aromaterapia è sempre di più entrata nella vita quotidiana dei cittadini, tanto che tutte le più grandi catene di farmacie e profumerie (da Boots a The Body Shop) hanno iniziato a sfruttare il mercato offrendo linee di 'aromaterapia'; d'altro canto, al mercato dei corsi e corsetti di aromaterapia per estetiste e terapeuti della domenica, spesso della durata di pochi fine settimana, si è finalmente aggiunta una offerta di corsi più seri, di durata più ragionevole e con piani di studio credibili. I terapeuti professionisti hanno cercato di difendere la propria immagine creando degli albi professionali con il compito di assicurare che i vari corsi mantenessero degli standard minimi di istruzione, e di garantire i pazienti contro azioni non professionali da parte degli affiliati all'albo stesso. Certamente c'è ancora molta strada da fare; gli albi professionali sono ancora troppi e creano confusione nel cliente, i corsi sono ancora di durata ridotta. Uno dei problemi più pressanti è la carenza di testi professionali: al momento in italiano non ne esiste alcuno (non considero per il momento i testi sull'utilizzo degli olii essenziali per via orale), in francese qualcuno di più ed in inglese tre o quattro, tutti con qualche problema di credibilità. Esiste invece una produzione enorme di testi destinati al grande pubblico, la stragrande maggioranza dei quali sono da cestinare.
Ma la tendenza è positiva: tutti i testi professionali prodotti in Inghilterra e negli USA sono stati pubblicati negli ultimi quattro anni e l'anno prossimo l'Università del Middlesex (Londra) aprirà il primo corso universitario in aromaterapia, e ciò di fatto stimolerà la produzione di ricerca e testi accademici.
In Italia la situazione è in qualche modo differente. Non esistono, formalmente, professionisti nel campo della aromaterapia, non esistono scuole e albi professionali. Esistono molti corsi brevi, oppure corsi di aggiornamento per medici interessati, ma nessuno che affronti la materia a livello professionale per terapeuti non-medici.
Il termine aromaterapia può indurre in confusione, perché si tende a pensare ad essa come ad una terapia limitata allo sfruttamento delle qualità odorose degli olii essenziali, oppure come ad una terapia sempre associata al massaggio In realtà quando il termine fu coniato negli anni venti esso non possedeva alcun riferimento all'utilizzo nel
massaggio o di tipo olfattivo ma solo all'utilizzo orale o topico per infezioni o ferite. L'uso degli olii essenziali nel massaggio e come fragranze si impose molto più tardi, tra gli anni '60 e '70, soprattutto nel Regno Unito.
Una definizione, ristretta, di aromaterapia: la teoria e la pratica terapeutica per mezzo dei distillati delle piante aromatiche, o olii essenziali, nel massaggio, nelle applicazioni topiche in genere e nelle inalazioni. Gli olii essenziali possono essere presi anche per via orale, ma per utilizzare internamente è indispensabile una conoscenza di tipo biomedico molto avanzata. Per evitare ambiguità mi riferirò all'utilizzo più 'medico' degli olii essenziali con il termine "medicina aromatica".
Per quanto riguarda gli olii essenziali, anche questo termine ha bisogno di essere definito in maniera chiara. Perché non vi siano ambiguità sul significato del termine, adotteremo per il momento la definizione data da Balacs & Tisserand (1995, p.7): Gli olii essenziali sono i composti organici e volatili del materiale vegetale aromatico che contribuiscono al sapore e all'odore, estratti per distillazione o per spremitura a freddo. Un olio essenziale non dovrebbe avere nessuno dei suoi componenti rimosso nè alcuna sostanza aggiunta.
Definiremo più in dettaglio le caratteristiche di queste sostanze e i metodi estrattivi, ma possiamo già da ora dare alcuni esempi di olii essenziali. che non rientrano nella definizione data sopra: Olio di canfora (bianco): è solo una frazione del vero olio di canfora, che non è ottenibile sul mercato. Questo perché la canfora (componente chimico) viene rimossa dal materiale grezzo per ragioni commerciali; Olio di Mentha arvensis: le qualità commerciali sono quasi sempre dementolizzate, cioè ad esse vengono tolte grandi quantità di mentolo, riducendo il suo contenuto dal circa 80% fino a circa il 40%. L'o.e. commerciale di M. arvensis non è quindi l'o.e. nello stato naturale; Olio di Calendula: anche se qualche volta viene offerto un assoluto di Calendula officinalis, l'olio di Calendula è di solito olio di Tagetes patula, T. minuta o T. erecta; Olio di Maggiorana (spagnola): in realtà è una specie di Timo: Thymus mastichina. (continua)
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