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Reiki Cosmico,
il perchè di una scelta
Reiki Cosmico: la ragione della scelta è semplice. Il Reiki Cosmico attinge direttamente all’Energia Primaria Universale e struttura quindi energeticamente ogni individuo in modo definitivo, permettendogli una crescita più veloce in termini di consapevolezza ed equilibrio del Piano del Cuore (oltre ad essere, un’efficace tecnica di guarigione ed autoguarigione).
Attraverso l’apprendimento di altre tecniche naturali, partecipate e vissute e abbinate al Reiki Cosmico, noi possiamo aumentare ulteriormente la nostra vibrazione.
Perchè l’Energia
Nell’universo tutto è vibrazione, tutto è una manifestazione dell’energia. Pure la materia non è che una forma di energia "rallentata", "densa". L’uomo ha, tra gli altri, un sistema circolatorio sottile che trasporta energia e, più in generale, una vera e propria struttura energetica che racconta della sua vita e dell’armonia o disarmonia nell’unità a lui intrinseca di mente, corpo e spirito.
Lavorare con l’Energia per superare eventuali blocchi e stimolare funzioni inespresse vuol dire andare alla radice del nostro essere, laddove il nostro fondamento è lo stesso del Tutto. Ciò permette, a chi realmente lo vuole, di rafforzare la propria struttura energetica e di crescere in consapevolezza.

Sensibilizzazione cosciente e Piano del cuore
Il nostro scopo è quello di proporre - a tutti - un cammino per arrivare allo sviluppo di un’intuizione e di una sensibilizzazione coscienti, nell’equilibrio del Piano del Cuore, con buona pace di chi ritiene che questa sia da sempre - e debba rimanere - "una cosa per pochi". Ma cosa significano esattamente "intuizione e sensibilizzazione coscienti"? Si tratta di giungere a percepire - in modo reale, equilibrato - l’Energia, gli input provenienti dall’universo esperienziale che ci circonda, le informazioni e le stimolazioni che Essa - nelle sue varie forme - ci dà. Molti e molte Scuole sostengono di insegnare a "sentire". Il problema è: quando quello che si sente è vero e quando è illusione? O, ancora: quando il percepire è equilibrato e concreto e quando no?
Posto che ognuno è ovviamente libero di intraprendere la strada che più gli pare idonea e che ogni percorso - anche quello apparentemente scorretto, o scorretto a livello umano - se considerato a livello cosmico ha un suo senso nella crescita e nell’esperienza della persona, la questione vera - oggi - in questo tempo di caotica trasformazione della Terra, nel passaggio dalla cosiddetta Era dei Pesci a quella dell’Acquario, è tornare a percepire, intuire e sentire in modo naturale, consapevole ed equilibrato il Tutto che ci circonda. Poiché l’intuizione e la percezione non si possono codificare (l’Energia non si spiega: Essa è), perlomeno non con le nostre conoscenze, l’uomo - se vuole ritrovare un dialogo reale con l’Energia deve ritrovare se stesso nell’unità di corpo, mente e spirito, nell’accettazione gioiosa e concreta sia della sua parte "materiale" che di quella "spirituale", vissute entrambe nella loro integrazione attiva e quotidiana, quella che noi chiamiamo "SPIRITUALITA’ CONCRETA".
Ritrovare se stessi vuol dire arrivare all’equilibrio non solo mentale (cioè statico e freddo) ma globale, del Piano del Cuore: un altro livello di coscienza, nel quale ci ritroviamo parte del Tutto e percepiamo il Tutto in noi, aprendoci naturalmente al contatto vibrazionale d’amore con ogni regno Terrestre e Celeste, in unità con il Padre.
È evidente che per arrivare a questo tipo di percezione, e affinchè tale percezione non sia scollegata da una reale trasformazione dell’essere che vi giunge, cioè da un suo reale passaggio da una consapevolezza spirituale solo "umana" ad una "cosmica", è necessario rompere e superare i nostri blocchi energetici, le nostre paure, senza mai chiudere le porte del cuore ed accettando di lasciare andare tutto il "vecchio": la nostra vita di sempre, con i suoi ritmi consueti e le sue cognizioni semplicemente relative, perché dipendenti da un certo tempo ed un certo spazio.
Bisogna, in altri termini, aprirsi senza paura al Nuovo che si affaccia fuori e dentro di noi, che sentiamo a livello sottile e che si manifesta - inconsciamente - sotto forma di insoddisfazione, senso di vuoto, disagio indefinito. D’altronde quale altro mezzo avrebbe la Vita per richiamare chi dorme - ormai da troppo tempo - al "risveglio"?
Non tutto il male viene per nuocere, ma questo a patto di lavorare seriamente su se stessi, in un processo di crescita cosmica (Piano del Cuore: unità corpo, mente, spirito) e non solo umana (piano mentale: pace, riposo e calma apparente dell’individualità egoica). Questo è il cammino che proponiamo. A partire dal Reiki Cosmico.

Linea umana e linea cosmica
La difficoltà maggiore consiste certamente nello spiegare, a chi non l’ha ancora vissuta, la differenza tra un percorso umano ed uno cosmico o, se si preferisce, tra una crescita apparente e una reale. Come sempre accade, infatti, può comprendere un’esperienza solo chi - pur nelle importanti sfumature dell’individualità - se ne è reso partecipe. Ad ogni modo, siamo qui per provarci.
Una crescita "umana" presuppone un’affermazione della propria individualità in qualche campo ed a vari livelli, siano essi materiali, spirituali o intellettuali. A livello energetico comporta un certo tipo di vibrazione che è, tra l’altro, abbastanza facile da cogliere o percepire proprio perché, in fondo, è piuttosto "densa". La persona rafforza la propria personalità individuale, il proprio carattere: "si afferma" rispetto a ciò che la circonda. Il Cuore (inteso come Piano Vibrazionale di Coscienza Cosmica Universale) viene scordato: si parla d’amore, ci si crede anche, ma in realtà si vive uno stato "pietoso" che nulla ha a che vedere con la Divina Compassione e che rivela piuttosto un inespresso desiderio di gratificazione egoistica.
L’obiezione è prevedibile, l’abbiamo sentita tante volte: "non è vero, io amo veramente, sono sincero, sono in armonia e in contatto con la mia anima; sono vero". Nessuno mette in dubbio la perfetta buona fede di chi, "con il cuore in mano", lo afferma: è solo un problema di sguardo a 360° lanciato su di un problema particolare; insomma, di Consapevolezza.
Quando l’uomo cominciò a studiare la composizione della materia, si trovò a considerare inizialmente come la sua parte più piccola fosse l’atomo, un nucleo cui gravitavano attorno neutroni, elettroni e proponi. La verità stava tutta lì. Ricerche successive permisero di individuare via via altre componenti, sempre più infinitesimali, sinchè si giunse alla conclusione che la particella più piccola della materia può essere materia o anche energia, un’onda. Esiste un limite in cui essa è materia ed energia, contemporaneamente.
Ancora: un soldato che combatte, sente il suo dolore, vede il suo sangue ed i compagni che lottano vicino a lui; questa scena gli fornisce una certa idea dell’esito e delle emozioni della battaglia. L’ufficiale, grazie alla maggiore esperienza e dall’alto del suo cavallo, vede e sento quello che nota il soldato ma comprende meglio di lui cosa sta succedendo. Il generale, che è stato prima soldato e poi ufficiale, dalla sua postazione sulla collina, grazie al lavoro svolto, all’esperienza maturata, alle conoscenze acquisite e all’"intuizione" sviluppata in anni di pratica, comprende la visione che hanno il soldato e l’ufficiale ma ha la consapevolezza del quadro complessivo e su questo agisce. Il problema, qui, è quello di accettare e riconoscere di essere, nel proprio personale cammino, ‘solamente’ un soldato - o uno scienziato - che certamente ha scoperto e vive una realtà vera e concreta, ma non globale quanto - piuttosto - parziale e limitata.
Con questo, sia chiaro, non si vogliono formulare giudizi: nessuno ha il diritto di farlo (inoltre ognuno ha il suo percorso e se ne assume le sue responsabilità umane e cosmiche). L’Uomo Pescino ha avuto un suo tempo, ed è stato un tempo giusto, con caratteristiche proprie e adatte a favorire un certo tipo di esperienza sulla Terra. Le cose, però, si stanno evolvendo: il pianeta ha cominciato, nell’Era dell’Acquario, a vibrare in modo nuovo e l’uomo deve anch’esso conformarsi a tale processo, cambiando ed aumentando la propria vibrazione, per allinearsi alla nuova energia del pianeta sul quale vive: più alta, più armonica, Cosmica.
Il mondo, i fratelli di qualunque regno, i minerali - allora - non sono più "nostri" ma "con noi". Il Cuore, in equilibrio, governa la nostra vita - che è tanto materiale quanto spirituale e mentale -, la riconnette in modo più forte con l’Anima dimenticata, ci apre alla comprensione del Tutto, manifestandoci come parte dell’Universo e del Padre, della Creazione e del Creatore, della Terra e del Cielo, della Materia e dello Spirito ad un tempo. E’ "La Via" della Consapevolezza.
Per intraprendere questo cammino bisogna naturalmente superare le paure che vivono dentro di noi (spesso senza che noi ce ne rendiamo conto) e che, pur se comprensibilissime, ci impediscono di crescere. Abbatteremo così le mura dell’ego e andremo oltre, verso il Piano del Cuore, dove regna l’Amore vero, equilibrato ed incondizionato.
La strada è dura e dolce al tempo stesso, leggera e faticosa, piena delle inevitabili contraddizioni date dal fatto che, ora, siamo umani ed incarnati; ma occorre perdersi per ritrovarsi pienamente. È questo davvero l’unico cammino di trasformazione consapevole possibile Ora, almeno per chi vuole davvero muoversi verso la "Luce", aiutando contemporaneamente se stesso. La Terra ed i fratelli ad evolvere nella nuova vibrazione dell’Era dell’Acquario.
Una cosa deve essere chiara e vogliamo ribadire: non abbiamo nulla a che fare nè con una qualche religione o setta nè, propriamente, con il movimento New Age.
Rispetto alla questione religiosa: riteniamo che ognuno sia libero di professare la propria fede; poiché l’Energia semplicemente è, non si pone nè vincoli o limiti nè dogmi o liturgie umane: è per tutti. Agisce in modo indistinto, con amore, in quanto emanazione del Padre.

Diversi dalla "New Age"
Riguardo alla New Age: il movimento, nato anni fa per stimolare la sensibilità delle persone alla fine di un’era (quella dei Pesci) e l’avvento di un "nuovo mondo", più armonico e felice, si è ridotto spesso ad un fenomeno di moda, una tendenza, un gioco. Spesso, nella New Age, il lavoro energetico agisce molto sul mentale o sull’emotivo e, in realtà, potenzia l’ego anche quando si parla di "apertura del cuore" o si usano tecniche vibrazionali.
Per cui, anche se alcuni mezzi e terminologie sono di fatto similari, i fini restano diametralmente opposti.
"Luce", per noi, è anche consapevolezza reale del fatto che la mente mente continuamente, se non è collegata al Piano del Cuore. Il cosiddetto "lato oscuro" non è rappresentato solo da quello che l’umanità pescina ha voluto definire il "Male" ma, anche, da tutto ciò che - solo vestito di nuovo e di amore o, all’opposto, di tradizione e severità - opera in senso contrario alla Crescita Cosmica, all’Unità.

Perchè non siamo "New Age"
Chiunque, qualunque forma vitale, vive inserita in un contesto
naturale (ovvero il mondo, caratterizzato dalla presenza di altri
esseri e altre forme di vita) e in un contesto sociale. A questa verità
che rimane indiscutibile, indipendentemente dagli orientamenti
personali di pensiero, corrisponde una necessità logica: aprirsi alla
diversità. La ragione è - se vogliamo - di banale sopravvivenza: non
c'è un IO senza un TU e il TU è sempre diverso dall'IO (altrimenti
che TU sarebbe?). La diversità è una ricchezza ed è anche la prova
che IO esisto.
Da qui parte la nostra proposta, che - per i contenuti - non è
inquadrabile in un particolare contesto storico (è la logica che
dovrebbe caratterizzare, naturalmente, la nostra vita, perché nasce
dalla verità indiscutibile che noi viviamo in un contesto naturale e
sociale), ma che è particolarmente attuale in questo momento
segnato dalla costruzione di un'Europa Unita ed, evidentemente, già
di per sé - senza contare le altre "contaminazioni" - multietnica.
Spesso la nostra proposta è confusa con la New Age. E - dai più
dotti - viene classificata nel novero dei movimenti del
"neopaganesimo". La grande rivoluzione della New Age consiste nel
fatto che ha invitato ed invita a "sentire" in modo diverso da quello
che la cultura ufficiale ha sempre insegnato: la lezione - importante -
è che bisogna fidarsi del proprio istinto. Ed è fondamentale, anche
per noi, perché serve per aprirsi al contatto di ciò che ci circonda,
per un miglior modo di rapportarsi. Ma: il discorso non si può
fermare lì, altrimenti chi ha più carisma può condizionare gli altri ed
erigere il suo "sentire" a legge. Inoltre: la New Age vive l'energia
della Natura come "divina".
Noi seguiamo una linea nostra, pur avvalendoci di alcuni degli
strumenti - la cui origine, peraltro, è ben più lontana nel tempo - della
New Age. Quello che portiamo avanti è un discorso che vale per
tutti, e non si pone in contrapposizione con l'esistente, semmai lo
arricchisce: è la logica del vivere integrato, olistico. Partendo da una
verità indiscutibile: chiunque vive in un contesto.
Nel nostro lavoro, portiamo le persone verso la sensibilizzazione
cosciente a qualcosa che è Altro. Tutto quello che esiste in Natura è
stato creato dal Creatore, e in questo senso è "divino". Ma non
bisogna confondere l’energia della Natura - quindi della creatura -
con il Padre Creatore. Imparare a vivere nel mondo che ci è stato
dato, riconoscerne le valenze, sensibilizzarci ad esso non vuol dire
divinizzarlo. Non per noi. Per noi questo è esperienza. E
riconosciamo da un lato una realtà superiore, divina, quella del
Padre; dall’altro riconosciamo l’energia emanata dalla materia, nelle
sue varie forme.
L’Occidente propone una cultura che va, spesso, a compartimenti
stagni. L’uomo è fatto di pezzi separati: il suo corpo è curato dai
dottori, la sua mente dagli psicologi, lo spirito è "appannaggio" delle
religioni (nel nostro caso, della Chiesa Cattolica). E’ logico che i
vari settori (la medicina, la psicologia, la religione) si sentano offesi e
attaccati nelle proprie competenze se qualcuno dice che l’uomo -
invece - è una cosa sola. Ma non ci vogliamo sostituire a
nessuno.
Per noi l’uomo è altra cosa: una forza originaria, per propria natura
aperta alla relazione con altri esseri. Non c’è divisione tra
mente-corpo-spirito, non ci sono divisioni tra gli uomini e non ci
sono divisioni tra uomini e natura: c’è relazione costante. Il Tu
dipende dall’Io, e viceversa.
Vogliamo ristimolare in ciascuno la propria sensibilità. Partendo
da una regola di base: ama il prossimo tuo come te stesso. Se si
sopprime il Tu manca la possibilità di esprimere quello che l’Io è.
Nell’unità di mente-corpo-spirito, l’Amore diventa, naturalmente, un
discorso fisico (non sopprimere l’altro), concettuale e culturale (una
politica di tolleranza) e spirituale (la tolleranza non basta: la strada è
l’Amore). L’altro è parte di te, e tu sei anche il contesto che ti ha
formato e che ti modifica.
Ecco perché non vogliamo fare concorrenza alla Medicina: la
guarigione per noi è l’effetto, non l’obiettivo dei nostri discorsi.
Non facciamo concorrenza agli psicologi: non indaghiamo l’Io
(poiché l’Io, in questo discorso, è una "finzione").
Siamo lontani dal proporre una religione: non obblighiamo nessuno a
credere. Chiediamo solo - a tutti - di fare esperienza: ciascuno poi
potrà portare queste esperienze nella propria vita, nel campo e nelle
competenze che gli sono proprie. Il dottore sarà un miglior dottore,
perché arricchito da nuova consapevolezza ecc...
Semplicemente.
Benritrovato a chi vorrà fare anche solo un pezzo di strada con noi.
Per informazioni, cliccare qui.

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